Network
Pubblica i tuoi prodotti
Riforma urbanistica: la Camera interpella i professionisti

Riforma urbanistica: la Camera interpella i professionisti

I geologi chiedono l’introduzione nella legge urbanistica di norme per la prevenzione dei rischi idrogeologici

Vedi Aggiornamento del 02/07/2012
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 02/07/2012
09/03/2009 - Riprende questa settimana l’esame, in Commissione Ambiente della Camera, dei disegni di legge in materia di governo del territorio: si tratta dei ddl C. 329 Mariani , C. 438 Lupi e C. 1794 Mantini .
 
Il ddl Lupi, presentato per la prima volta nel 2005, è stato approvato dalla competente Commissione della Camera per poi bloccarsi al Senato nel dicembre dello stesso anno; è stato poi ripresentato all’inizio della legislatura in corso (aprile 2008). Il ddl Mariani , invece, è stato presentato alla Camera nel 2007, ma non è mai stato esaminato dalla Commissione; è stato nuovamente presentato nell’aprile 2008 ( leggi tutto ). Il ddl Mantini , presentato il 15 ottobre 2008, non è ancora stato effettivamente esaminato.
 
Nei mesi di gennaio e febbraio si sono svolte le audizioni informali , nel corso delle quali sono stati interpellati gli ordini professionali (ingegneri, architetti, geometri, geologi, periti industriali e periti industriali laureati), le associazioni (Oice, Confindustria, Ance, Tavolo dei dieci, Confedilizia, agenti immobiliari) e gli enti locali (UPI e ANCI).
 
Nel suo intervento in Commissione, il presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Pietro Antonio De Paola, si è soffermato sulla necessità di una normativa nazionale per la prevenzione dei rischi idrogeologici, sottolineando alcuni elementi spesso presenti nelle leggi regionali, di cui la legislazione nazionale dovrebbe tenere conto: sussidiarietà dell’azione pianificatoria; trasparenza dei processi decisionali e partecipazione dei cittadini alle scelte e alla tutela degli interessi generali; equità e/o perequazione urbanistica; tutela delle risorse ambientali, naturali, energetiche e culturali; prevenzione dei rischi naturali.
 
Ma queste avanzate previsioni - ha continuato De Paola - vengono di fatto quasi totalmente azzerate da carenze strutturali nella pianificazione regionale, dovute alla mancanza, da 70 anni a questa parte, di precisi indirizzi normativi nazionali, e alla contestuale necessità di dover nel frattempo gestire senza una regia centrale le dinamiche socio-economiche dei propri territori e gli effetti che queste ultime hanno avuto sui delicati sistemi ecologico-ambientali.
 
Il Consiglio Nazionale dei Geologi chiede quindi: l’analisi di tutte le pericolosità naturali finalizzata alla prevenzione e mitigazione dei relativi rischi; l’introduzione dei principi fondamentali della pianificazione ambientale per meglio governare le interazioni tra sviluppo socio-economico e componenti ambientali e, infine, la valutazione dell’efficacia della pianificazione nel tempo e nello spazio.
 
 
Mercoledì 11 sarà la volta dell’Uncem (Comunità montane) mentre il 12 saranno ascoltate le Regioni e le Province autonome e l’Istituto nazionale di urbanistica (INU).
 
Ricordiamo, a questo proposito, che nel novembre scorso l’ INU ha presentato una propria proposta di legge per il governo del territorio, una “legge di principi”, che si propone di offrire un contributo metodologico e culturale al dibattito parlamentare sulla stesura di un moderno testo che organizzi e disciplini il governo del territorio ( leggi tutto ).
Le più lette