Piano Casa, raggiunta l'intesa Governo - Regioni
LAVORI PUBBLICI
Piano Casa, raggiunta l'intesa Governo - Regioni
Decreto legge alleggerito in arrivo tra 10 giorni, tre mesi di tempo per le norme regionali<br> <a href="http://www.edilportale.com/edilnews/sondaggio.asp?idsond=1" style="font-size:11px;"><b>IL SONDAGGIO SUL PIANO CASA</b></a>
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del 13/04/2010
01/04/2009 - Raggiunto l'accordo tra Governo ed Enti Locali sul Piano Casa. In Conferenza delle Regioni è stata siglata un'intesa in tre punti, che secondo il Presidente Vasco Errani eviterà il rischio di cementificazione indiscriminata. Dopo le iniziali dichiarazioni di Fitto, che consideravano ancora insufficiente il passo compiuto dagli enti locali, Governo e Regioni hanno lavorato fino a tarda sera in due distinti tavoli tecnici fino all'individuazione di un testo condiviso. L'accordo è stato approvato anche dalla Conferenza Unificata, mentre nella riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri sono stati definiti i tempi per l'approvazione del relativo decreto. La semplificazione normativa potrebbe essere quindi portata a termine entro 10 giorni.
E' previsto un decreto legge di emanazione governativa e contenuti concordati con gli enti locali che opererà tutte le semplificazioni di competenza statale. Saranno in particolare individuati termini certi per il rilascio delle autorizzazioni e strumenti per la tutela di sicurezza, paesaggio, risorse idriche e infrastrutture nazionali. Lo snellimento riguarderà anche la Vas, Valutazione ambientale strategica, e i controlli per evitare la duplicazione delle procedure di valutazione. Suscita molto interesse soprattutto la sostituzione del permesso di costruire con la Dia, Denuncia di inizio attività.
Un atto di indirizzo sarà seguito entro 90 giorni da norme approvate dalle Regioni, che durante il confronto col Governo hanno difeso la propria competenza legislativa in materia di edilizia e urbanistica. Saranno contemporaneamente avviate politiche per la lotta al lavoro nero e il rilancio dell’edilizia sociale. Le Regioni potranno inoltre usare il maggior gettito Iva derivato dagli interventi sugli immobili per il sostegno agli affitti a canone sostenibile.
Grande attenzione sarà riservata alla tutela del paesaggio, grazie al divieto di effettuare interventi nei centri storici e nelle aree protette. Tuttavia secondo il Fai, Fondo ambiente italiano, esistono immobili che non sono sottoposti a vincolo storico, ma che comunque contribuiscono a formare il tessuto urbano e l’identità di molte città, e che rischiano di scomparire.
Con le leggi regionali saranno regolamentati gli aumenti volumetrici del 20% sul patrimonio edilizio esistente e quelli fino al 35% in caso di demolizione e riedificazione utilizzando le regole della bioedilizia e del risparmio energetico.
Con le leggi regionali saranno regolamentati gli aumenti volumetrici del 20% sul patrimonio edilizio esistente e quelli fino al 35% in caso di demolizione e riedificazione utilizzando le regole della bioedilizia e del risparmio energetico.
Gli incrementi, mai maggiori di 200 metri quadri, potranno essere effettuati su edifici residenziali mono e bifamiliari non superiori ai mille metri cubi, fatte salve diverse disposizioni regionali. Escluse qualsiasi deroga ai piani urbanistici e la compravendita delle cubature, che secondo le ipotesi avanzate in precedenza, avrebbe consentito aumenti fino al 40% sugli edifici esistenti.
Le norme locali, la cui validità non supererà i 12 mesi, potranno anche individuare delle zone escluse dal Piano Casa perché sottoposte a tutela o aree di incentivazione per la riqualificazione urbana. Nel caso in cui le Regioni non rispettino i termini previsti per l’approvazione delle leggi, le modalità procedurali saranno individuate congiuntamente da Governo e Presidente della Giunta Regionale.
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