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NORMATIVA

Antisismica, in Piemonte stop alla fase transitoria

di Paola Mammarella

Applicazione delle norme tecniche anche nelle zone 4 a rischio molto basso

Vedi Aggiornamento del 22/02/2011
09/04/2010 – La Giunta regionale ha approvato una delibera di aggiornamento e adeguamento delle zone sismiche del Piemonte. L’importante provvedimento proposto dall’assessore alle Opere pubbliche e Difesa del suolo, Daniele Borioli e dall’assessore alla Protezione civile, Luigi Sergio Ricca, comprende la riclassificazione di tutto il Piemonte, anche se con vincoli diversi a seconda della pericolosità.
 
I Comuni sono suddivisi, sulla base di uno studio realizzato da Politecnico di Torino e centro di competenza Eucentre di Pavia, in due zone. Nel livello 3, a basso rischio sismico, rientrano 409 comuni: 115 nella provincia di Alessandria, 135 in quella di Cuneo, 126 nella provincia di Torino, compresi i 40 prima a media pericolosità, e 29 in quella di Verbania. Nel livello 4, a rischio molto basso, ci sono i restanti 797 comuni.
 
Le nuove classificazioni si aggiungono alla definitiva entrata in vigore delle nuove norme tecniche per le costruzioni, che dal 1 luglio 2009 definiscono i principi generali per il progetto, l’esecuzione ed il collaudo delle costruzioni, fornendo i criteri generali di sicurezza a tutela della pubblica incolumità.
 
Le norme tecniche si applicano indistintamente a tutte le costruzioni, indipendentemente dalla zona di classificazione sismica in cui sono realizzate, quindi deve ritenersi concluso il periodo transitorio durante il quale era consentito alle Regioni di non introdurre la progettazione antisismica nella zona 4.
 
Nei Comuni attualmente classificati in classe 3 si mantengono le procedure di deposito del progetto, controllo e modalità operative in atto. Variano le percentuali di applicazione dei controlli, con particolare attenzione per le costruzioni strategiche e rilevanti. Resta per tutte l’obbligo della dichiarazione di asseveramento del progettista sul rispetto delle prescrizioni della normativa antisismica.
 
In generale, anche nelle zone a bassa sismicità sono stati intensificati i controlli sia sul progetto che sulla costruzione, campionando una percentuale non inferiore al 40% delle le opere da realizzarsi in zona sismica 3 e non inferiore al 5% per quelle in zona 4.
 
La riclassificazione si è resa necessaria per garantire controllo, elevati standard di sicurezza e pubblica incolumità in coerenza con i requisiti nazionali.
 
Secondo gli assessori competenti, Borioli e Ricca, la Regione vuole aumentare i livelli di protezione contro il rischio sismico, sensibilizzare i progettisti al rispetto delle prescrizioni in zona sismica, creare l’abitudine a pensare a specificità progettuali antisismiche a sostegno del lavoro dei costruttori e non solo in funzione delle autorizzazioni.
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