Carrello 0
NORMATIVA

Abusi edilizi, la scelta tra demolizione e multa non spetta ai Comuni

di Paola Mammarella

Bocciate dalla Corte Costituzionale le deroghe alle sanzioni del Testo Unico dell’Edilizia introdotte in Toscana

Vedi Aggiornamento del 02/02/2018
23/11/2015 – La scelta se demolire o multare un abuso edilizio non può essere affidata alla discrezionalità dei Comuni. Per evitare una implicita sanatoria bisogna rifarsi solo alle disposizioni del Testo Unico dell’edilizia.
 
Si è espressa in questi termini la Corte Costituzionale, che con la sentenza 233/2015 ha dichiarato illegittimi gli articoli 207 e 208 della Legge Regionale 65/2014 della Toscana.
 

Abusi edilizi, in Toscana il Comune sceglie la demolizione o la multa

A finire sotto accusa è stata la possibilità, riconosciuta dalla norma regionale, di far scegliere ai Comuni se punire con una multa o con la demolizione gli edifici realizzati senza permesso di ostruire, in difformità dal titolo abilitativo o in contrasto con gli strumenti urbanistici.
 
In base alla legge regionale, per gli abusi edilizi commessi prima del 1° settembre 1967, data in cui è entrata in vigore la Legge 765/1967 che la modificato la Legge urbanistica (Legge 1150/1942), che all’epoca ricadevano all’interno dei centri abitati, il Comune valuta se esiste un interesse pubblico che ne giustifichi la demolizione. Nel caso in cui questo interesse non esista, impone una sanzione fino a 3 mila euro.
 
Un meccanismo simile è previsto per gli abusi realizzati tra il 1° settembre 1967 e il 17 marzo 1985, data in cui è entrata in vigore la Legge Nicolazzi sul condono edilizio (Legge 47/1985). In questo caso le multe possono arrivare fino a 9 mila euro.
 
In entrambi i casi, si legge nel testo della legge regionale, il pagamento della sanzione “non legittima la realizzazione dell’abuso”. Questo significa che, almeno nella forma, l’edificio resta abusivo.
 

Corte Costituzionale: ‘è un condono implicito’

La Corte Costituzionale ha analizzato invece la sostanza della norma regionale. Secondo gli articoli esaminati, il piano operativo, cioè lo strumento che disciplina l’attività urbanistica ed edilizia del Comune, può ammettere la realizzazione di interventi sugli immobili abusivi che hanno pagato la multa. Si va dalla demolizione e ricostruzione al cambio di destinazione d’uso e agli ampliamenti volumetrici o della superficie.
 
Questo, a detta dei giudici, rappresenta una forma implicita di sanatoria, che non rientra nelle competenze legislative delle Regioni. Secondo la Corte Costituzionale, infatti, non si può derogare alle sanzioni previste dal Testo Unico dell’edilizia (Dpr 380/2001). Gli articoli esaminati sono stati quindi dichiarati incostituzionali.

 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui

x Sondaggi Edilportale
Quanto è equo il compenso dei professionisti? Leggi i risultati