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Il piano triennale delle opere pubbliche punterà sulle incompiute

Il piano triennale delle opere pubbliche punterà sulle incompiute

Il completamento sarà la ‘priorità massima’. Favorite anche le manutenzioni e il recupero del patrimonio esistente

Vedi Aggiornamento del 04/04/2018
Il piano triennale delle opere pubbliche punterà sulle incompiute
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 04/04/2018
13/10/2016 - Saranno il completamento delle opere incompiute e gli interventi di manutenzione e recupero del patrimonio esistente le priorità dei piani triennali delle opere pubbliche. E se non sarà possibile ultimare i lavori, le Amministrazioni dovranno proporre soluzioni alternative, come il cambio di destinazione d'uso, l'utilizzo ridimensionato o, nei casi più estremi, la vendita e la demolizione.
 
Lo prevede il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, attuativo del Codice Appalti (D.lgs. 50/2016), che sta per essere approvato.
 

Programma triennale e incompiute

Il programma triennale dei lavori pubblici e i relativi aggiornamenti annuali, redatti dalle Pubbliche Amministrazioni, devono contenere i lavori il cui valore stimato sia pari o superiore a 100mila euro.
 
Il Codice Appalti ha demandato ad un decreto del Mit la definizione delle modalità di aggiornamento, dei criteri per la definizione delle priorità e per favorire il completamento delle opere incompiute, degli schemi tipo in base a cui redigere i programmi.
 
La bozza di decreto predisposta dal Mit riserva ampio spazio al completamento delle opere pubbliche incompiute, che sono considerate “priorità massima”.
 
Tra le altre priorità la bozza individua i lavori di manutenzione, il recupero del patrimonio esistente, il completamento di opere già iniziate, i progetti definitivi o esecutivi già approvati, gli interventi cofinanziati con fondi europei e gli interventi finanziabili con capitali privati.
 

Schema tipo del programma triennale dei lavori pubblici

In base alla bozza del Mit, i programmi triennali e gli aggiornamenti saranno costituiti da una serie di schede indicanti le risorse necessarie per la realizzazione dei singoli interventi e il cronoprogramma per l’uso dei finanziamenti, l’elenco delle opere incompiute, l’elenco degli immobili disponibili, gli interventi del precedente programma non riproposti o avviati.
 
Bisognerà inoltre indicare, si legge nel decreto, i lavori da avviare nella prima annualità e le risorse finanziarie stanziate in bilancio o che saranno disponibili grazie all’erogazione di contributi.
 
Per inserire nel programma triennale un intervento di importo fino a un milione di euro, le Amministrazioni elaboreranno il documento di fattibilità delle alternative progettuali. Per i lavori di importo pari o superiore a un milione di euro, dovrà essere prima redatto e approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica.
 
Per quanto riguarda le opere incompiute, la bozza prevede che le Amministrazioni le inseriscano nel programma triennale a prescindere dall’importo. Per ognuna saranno indicate le modalità e le risorse per il completamento ed eventuali soluzioni alternative come il riutilizzo ridimensionato, il cambio di destinazione d’uso, la cessione a titolo di corrispettivo per la realizzazione di un’opera pubblica. Se l’Amministrazione rileva la mancanza di interesse al completamento, potrà proporne la vendita o la demolizione.
 
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