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NORMATIVA

Costruzioni in zona sismica, in arrivo modifiche al Testo Unico dell’edilizia

di Paola Mammarella

Il ddl ‘Semplificazioni’ classifica gli interventi in base al potenziale impatto sulla pubblica incolumità

Vedi Aggiornamento del 30/01/2019
24/01/2019 – Riordinare la normativa sui lavori in zona sismica spiegando quali sono gli interventi in grado di mettere a rischio la pubblica incolumità. È l’obiettivo con cui le Commissioni Lavori Pubblici e Affari Costituzionali hanno approvato martedì notte un emendamento al ddl “Semplificazioni” proposto da un gruppo di senatori appartenenti al gruppo Lega.
 
L’emendamento introduce un articolo sugli interventi nelle zone dichiarate sismiche, all’interno del Testo Unico dell’edilizia (Dpr 380/2001).
 

Gli interventi in zona sismica

L’emendamento classifica le tipologie di intervento distinguendole in:
- interventi rilevanti nei riguardi della pubblica incolumità che consistono in
i) interventi di adeguamento o miglioramento sismico di costruzioni esistenti nelle località sismiche ad alta sismicità (Zona 1 e Zona 2);
ii) nuove costruzioni che si discostino dalle usuali tipologie o che per la loro particolare complessità strutturale richiedano più articolate calcolazioni e verifiche;
iii) interventi relativi ed edifici di interesse strategico e alle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, nonché relativi agli edifici e alle opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un loro eventuale collasso;
 
- interventi di "minore rilevanza" nei riguardi della pubblica incolumità:
i) interventi di adeguamento o miglioramento sismico dì costruzioni esistenti nelle località sismiche a media (Zona 3) e bassa sismicità (Zona 4);
ii) riparazioni e interventi locali sulle costruzioni esistenti;
iii) nuove costruzioni che non rientrano nella fattispecie di cui al punto a. ii);
 
- interventi "privi di rilevanza" nei riguardi della pubblica incolumità.

La classificazione, si legge nell’emendamento, è finalizzata all’applicazione degli articoli 52 (Tipo di strutture e norme tecniche) e 83 (Opere disciplinate e grado di sismicità) del Testo Unico. Le norme prevedono che le costruzioni “la cui sicurezza possa comunque interessare la pubblica incolumità” da realizzarsi nelle zone a rischio sismico elevato, devono seguire le NTC 2018. Se, da una parte, è ben nota la classificazione delle zone a rischio sismico, dall’altra non è mai stato spiegato nel dettaglio quali sono gli interventi che possono incidere sulla pubblica incolumità.

Saranno delle linee guida del Ministero delle Infrastrutture a individuare, dal punto di vista strutturale, gli interventi e le varianti di carattere non sostanziale per i quali non è richiesto il preavviso allo Sportello Unico per le costruzioni in zona sismica. Nel frattempo, le Regioni potranno adottare degli elenchi, che dovranno in seguito essere adeguati alle linee guida.
 

Interventi in zona sismica, le procedure

Gli interventi meno rischiosi per la pubblica incolumità potranno essere attivati senza l’autorizzazione preventiva del competente ufficio tecnico della Regione. Sono però previsti dei controlli a campione.

L’emendamento approvato semplifica inoltre i passaggi burocratici, eliminando il deposito della triplice copia nel momento della presentazione della denuncia da parte del costruttore ed inserendo continui riferimenti alle norme tecniche vigenti. 

Per quanto riguarda il contenuto minimo del progetto, l'emendamento prevede che si depositi una dichiarazione del progettista che asseveri il rispetto delle norme tecniche per le costruzioni (NTC 2018) e la coerenza tra il progetto esecutivo riguardante le strutture e quello architettonico, nonché il rispetto delle eventuali prescrizioni sismiche contenute negli strumenti di pianificazione urbanistica. Non ci sarà quindi l'obbligo di allegare al progetto la relazione sulla fondazione e il fascicolo dei calcoli delle strutture portanti, attualmente previsti dall'articolo 93 del testo Unico.
 
Il preavviso allo Sportello Unico per le costruzioni in zona sismica varrà anche come denuncia del costruttore.
 

Denuncia del costruttore allo Sportello Unico

Il ddl Semplificazioni interviene anche sull’articolo 65 del Testo Unico dell’edilizia stabilendo che tutte le opere realizzate con materiali e sistemi costruttivi disciplinati dalle NTC dovranno essere denunciate dal costruttore allo sportello unico prima dell’avvio dei cantieri. Il Testo Unico attualmente prevede la denuncia solo per le opere in conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica.
 
© Riproduzione riservata

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