05/07/2022 - Le città sono essenzialmente costituite da
aree pavimentate impermeabili come le strade, i marciapiedi, i tetti e i parcheggi.
La capacità di infiltrazione profonda e superficiale di una superficie impermeabile raggiunge solo il 15 % rispetto a quella di un terreno che è del 50%. Questo vuol dire che l’acqua non viene completamente captata ma è persa immediatamente per scorrimento superficiale.
A causa del
cambiamento climatico assistiamo frequentemente ad insolite precipitazioni con rilevanti volumi d’acqua, in questi casi l’insufficiente capacità filtrante delle superfici urbane innesca il fenomeno del
ruscellamento meglio conosciuto come
run off.
Uno degli obiettivi della pianificazione urbana è quello di individuare strategie per affrontare il problema delle precipitazioni in eccesso: si parla di
stormwater management, letteralmente la “gestione delle acque meteoriche”.
Diverse sono le
pratiche per la gestione del deflusso delle acque in ambito urbano e per ridurre il fenomeno del run-off, come le
pavimentazioni drenanti.
Sono pavimentazioni drenanti:
- prati;
- sterrati inerbiti;
- grigliati in calcestruzzo inerbiti;
-
grigliati plastici;
-
cubetti e masselli a fughe larghe o strette;
- masselli porosi;
-
calcestruzzo drenante.
Uno degli elementi che compongono le nostre
strade urbane, su cui si passa regolarmente senza badarvi troppo, è il
marciapiede.
Per quanto riguarda la pavimentazione dei marciapiedi le indicazioni normative dicono che la pavimentazione delle aree e dei percorsi pedonali deve essere in materiale antisdrucciolevole,
compatto ed omogeneo.
Pietra naturale, cotto, ceramica, cemento sono i tipici materiali impiegati per pavimentare i marciapiedi.
Cosa accadrebbe se anche per i marciapiedi venissero usate delle pavimentazioni drenanti?
La risposta è data da un progetto di ricerca, iniziato nel 2014 e ancora in corso, realizzato nella città di Copenaghen dallo studio
Tredje Natur. Il progetto rientra nella campagna di ricerca
Klimaspring promosso dall’associazione filantropica Realdania, finanziato con 8 milioni di corone danesi (circa 1 milione di euro).
Si tratta della
Climate Tile, ovvero la
piastrella climatica, una tecnologia innovativa al servizio delle città. Un
nuovo sistema di pavimentazione stradale che mira a ridurre gli allagamenti ed al tempo stesso creare spazi verdi. Climate Tile è una tecnologia in grado di cogliere dai problemi innescati dal cambiamento climatico un’opportunità per lavorare sulle città del futuro e renderle più forti e sostenibili.
Flemming Rafn, partner di Tredje Natur, ha infatti affermato che: “i cambiamenti climatici sono sia un dono che un campanello d'allarme dall'alto. La natura è improvvisamente più visibile e in questi anni stiamo maturando la comprensione del fatto che noi con i nostri insediamenti, il nostro modo di vivere e il consumo di risorse abbiamo innescato cambiamenti di vasta portata e irreversibili. In modo positivo, questa sfida dovrebbe essere utilizzata per creare città umane, ricche di eventi e quindi sostenibili”.
Grazie al finanziamento ricevuto è stato possibile realizzare un progetto pilota, un marciapiede di 50 mt nel quartiere
Nørrebro a Copenaghen, con lo scopo di osservare come la Climate Tile risponde al susseguirsi delle stagioni e ai vari cambiamenti climatici.
Piastrella Climatica, funzionamento
La Klimaflisen, piastrella climatica in danese, ha la
superficie bucherellata, al di sotto della piastrella sono presenti un sistema di tubi verticali ed orizzontali. Questa conformazione assicura che l’
acqua scorra nella direzione voluta.
In estate, ad esempio, l’acqua piovana passando attraverso questi fori viene incanalata e convogliata verso
aree verdi piantumate a ridosso del marciapiede stesso. L’acqua raccolta in parte è usata per il nutrimento delle piante, la restante parte è invece filtrata attraverso il terreno. Oppure, l’acqua può essere convogliata verso delle
vasche di contenimento con finalità di stoccaggio.
In inverno, quando a motivo della formazione del giaccio viene sparso del sale sulla superficie, che ricordiamo essere molto dannoso per la vegetazione, l’acqua raccolta, che avrà inevitabilmente un alto contenuto di sale, è
trasferita direttamente nella fognatura.
La conformazione della piastrella consente di aggiungere funzioni di diverso tipo e quindi di adattare la piastrella a qualsiasi situazione o attività che venga svolta marciapiede. L’obiettivo, hanno affermato i progettisti, è quello di “creare una
piastrella intelligente in grado di leggere e inviare informazioni sull'attuale livello dell'acqua sia alla rete idrica che ai cittadini. In questo modo diventeremo più informati e consapevoli dei cambiamenti climatici e dell'adattamento climatico.”
Climate Tile, benefici
I
benefici derivanti dall’uso di questa tecnologia sono molteplici: in primo luogo si assiste ad una
migliore gestione dell’acqua meteorica in ambito urbano, la presenza del verde trasforma il grigiore tipico dei marciapiedi in una superficie green ricca di alberi e piante e migliora l’umore dei passanti oltre a creare un microclima ottimale.
Ad oggi sono stati realizzati solo 50 mt di marciapiede con questa tecnologia innovativa e i risultati sono stati sorprendenti. La sua applicazione potrebbe essere estesa a tutta la superfice occupata dai marciapiedi, si pensi che nella sola città di Copenaghen ci sono 700 km di marciapiedi, che i progettisti hanno definito “700 km di opportunità e di valore per la città”, senza dover fare ingenti lavori stradali ma semplicemente sfruttando la manutenzione periodica che avviene sulle strade in ambito urbano e prevedere la sostituzione del rivestimento.