Carrello 0
RISPARMIO ENERGETICO

Efficienza energetica, le richieste delle imprese

di Rossella Calabrese
Commenti 5139

Vantaggi fiscali per gli interventi di efficienza energetica e stabilizzazione del 55%

Vedi Aggiornamento del 01/02/2012
Commenti 5139
22/09/2011 - Introdurre vantaggi fiscali per gli investimenti volti all’efficienza energetica e mantenere la detrazione del 55%.
 
Lo hanno chiesto Confindustria e R.Ete Imprese Italia alla Commissione Attività produttive della Camera, nel corso di un’Audizione sulla proposta di direttiva sull’efficienza energetica.
 
La direttiva è quella presentata nel giugno scorso dalla Commissione Europea, che propone una serie di incentivi a favore di privati e imprese per raggiungere gli obiettivi del 20-20-20 (leggi tutto).
 
Secondo Confindustria, in questi anni l’efficienza energetica ha ricevuto scarsa attenzione, nonostante abbia un potenziale di sviluppo socio economico molto più elevato delle energie rinnovabili. Valutazioni effettuate sulla base della proposta di Direttiva indicano per l’Italia Paese un potenziale impatto positivo sull’occupazione di oltre 1,6 milioni di unità e un contributo alla crescita del PIL di circa 0,4% annuo sino a 2020. Ma per raggiungere gli obiettivi comunitari i meccanismi di incentivazione devono essere definiti sulla base di una analisi costi-benefici inclusi, tra questi ultimi, quelli di tipo economico-sociale su occupazione, innovazione, emersione fiscale.
 
Quanto ai meccanismi di finanziamento, Confindustria auspica che la Direttiva introduca un sistema che recuperi le risorse per gli investimenti necessari all’efficienza energetica. Infatti - spiega l’organizzazione industriale -, per dare impulso alla riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare sia pubblico che privato è indispensabile che le tecnologie per l’efficienza energetica siano considerate alla stregua di un investimento infrastrutturale per la tutela di un interesse generale.
 
E per questo motivo propone di prevedere specifiche misure per enucleare dai vincoli europei di politica fiscale questa tipologia di investimenti, consentendo agli Stati Membri di ricorrere alla fiscalità generale per reperire le risorse necessarie a finanziare gli incentivi, evitando di gravare ulteriormente sulle componenti parafiscali del prezzo dell’energia elettrica e del gas.
 
R.ETE. Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti) chiede, in particolare, di mantenere il beneficio del 55%, una leva economica potente che ha generato quasi 600mila interventi pari ad oltre 8 miliardi di investimenti, coinvolgendo circa 50 mila imprese e contribuendo a creare circa  120 mila nuovi occupati.
 
La politica degli incentivi - secondo R.ETE. Imprese Italia - ha consentito risultati insperati nelle rinnovabili - ha spiegato Campanile - lo stesso metodo dovrebbe essere applicato anche per raggiungere  l’obiettivo dell’efficienza energetica.
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui

x Sondaggi Edilportale
Cosa è cambiato con il decreto SCIA 2? Rispondi al quiz! Partecipa