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URBANISTICA

Governo del territorio, INU: urgente la riforma

di Rossella Calabrese

La storia infinita della riforma urbanistica: tanti i disegni di legge, nessuno andato in porto

Vedi Aggiornamento del 23/01/2014
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13/02/2013 - Approvare con urgenza una nuova legge per il governo del territorio. Lo chiede l’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) alle forze politiche del Parlamento che verrà e ai membri del Governo che sta per insediarsi. La materia - ricorda l’INU - è regolata nel nostro Paese da una legge degli anni Quaranta del secolo scorso (Legge 1150/1942).
 
Da allora, spiega l’INU, si sono fatte strada nuove consapevolezze, tra cui l’importanza del recupero e della riqualificazione di importanti pezzi di città e territori - unica modalità per combattere il consumo di suolo e preservare il terreno agricolo -, e nuove attenzioni pubbliche nei riguardi dell’ambiente e della difesa del territorio che richiedono un aggiornamento normativo e l’individuazione di nuove risorse. La riforma dei “principi fondamentali del governo del territorio” è - secondo l’INU - un atto ormai obbligato, dopo il nuovo Titolo V della Costituzione.
 
L’INU chiede una legge fatta di pochi articoli, che renda più solide e giuridicamente fondate le leggi regionali, che definisca procedure di formazione dei piani urbanistici più spedite e trasparenti, che richiami i principi del governo cooperativo, che consenta un efficace contrasto all’insostenibile consumo di suolo e che incentivi la riqualificazione e la rigenerazione urbana.
 
Gli urbanisti auspicano una legge che innovi la forma strutturale del piano, abbandonando definitivamente la via regolativa ma puntando a documenti programmatici; secondo l’INU, la struttura del piano va resa più semplice ed essenziale, adeguata alle esigenze della contemporaneità, e nuove parole chiave devono trovarvi spazio: oltre al contrasto della dispersione insediativa e del consumo di suolo, la mobilità sostenibile, il riciclo urbano, il concetto di rete ecologica, in grado di valorizzare le aree a maggiore potenziale ambientale, e quello dell’energia alternativa.
 
Accanto a questo tipo di riforma - continua l’INU - è fondamentale trovare lo spazio per dotare i centri urbani delle risorse fondamentali per costruire ‘la città pubblica’, cioè il sistema di infrastrutture e servizi di cui le città italiane sono ancora fortemente carenti. In tempi di tagli agli enti locali e, quindi, di penuria di risorse, l’INU propone una riforma della fiscalità locale che abbia l’obiettivo di incentivare la rigenerazione e la riqualificazione urbana, per favorire processi di inclusione sociale, e una graduale fiscalizzazione della rendita fondiaria per finanziare le infrastrutture urbane.

 
LA STORIA INFINITA DELLA RIFORMA URBANISTICA
Negli ultimi anni il Parlamento ha avviato l’esame di diversi progetti di legge di riforma della materia urbanistica. Tra questi c’è il primo ddl Lupi del 2005, che introduceva il criterio di sussidierietà, la concertazione tra i diversi livelli di governo e la semplificazione delle procedure, definiva il piano comunale quale strumento pianificatorio diviso in due livelli, strutturale e operativo, e disciplinava la perequazione e la compensazione urbanistica (leggi tutto).
 
Negli anni successivi sono stati presentati altri disegni di legge sullo stesso tema, e attualmente sono all’esame della Camera cinque testi (329 Mariani, 438 Lupi, 1794 Mantini, 3379 Lupi, 3543 Morassut); un ulteriore ddl (5351 Cosenza) è stato presentato nell’agosto 2012 e non ancora discusso.
 
Al Senato, invece, soltanto in quest’ultima legislatura, sono stati presentati due testi (446 Della Seta, 3185 Gramazio), nessuno dei quali è stato ancora esaminato.
 
A questi ddl di iniziativa parlamentare, si aggiungono le proposte di altri enti e associazioni, come il testo messo a punto proprio dall’INU a fine 2008 (leggi tutto) volto a contenere il consumo di suolo e redistribuire le rendite indotte dalla pianificazione, e quello proposto dai Consigli Nazionali degli Architetti e degli Ingegneri, in materia di regime dei suoli, proprietà fondiaria, determinazione dell’indennità di esproprio e perequazione urbanistica (leggi tutto).
 
Con il Governo Monti si è tornati a parlare di riforma urbanistica: il Ministro per i Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, ha annunciato un ddl per limitare il consumo di suolo, riqualificare le città, tutelare il paesaggio (leggi tutto), il Ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, ha predisposto un testo per la valorizzazione delle aree agricole e il contenimento del consumo del suolo (leggi tutto), infine, con un ddl delega, il Governo ha provato ad armonizzare tutte le disposizioni esistenti in materia di edilizia e governo del territorio (leggi tutto).
 
Nonostante le numerose sedute delle Commissioni parlamentari, i via libera in Consiglio dei Ministri, le petizioni e le richieste di progettisti e costruttori di accelerare l’iter di approvazione, ad oggi nessuna di queste proposte normative è diventata legge.
 

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