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PROFESSIONE

Equo compenso, presentato un nuovo disegno di legge

di Alessandra Marra
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La norma vuole frenare ‘compensi ai limiti del decoro e clausole di natura vessatoria per i professionisti’

Vedi Aggiornamento del 14/11/2017
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11/07/2017 – Torna all’attenzione della classe politica il tema del giusto compenso per i professionisti; il deputato del Partito Democratico (PD) Giuseppe Berretta, infatti, ha presentato alla Camera un disegno di legge che punta a rendere nulle le clausole che contemplino tariffe inferiori ai minimi stabiliti dal DM parametri bis.
 

Giusto compenso: cosa prevede il ddl

Il provvedimento, dai contenuti quasi identici al disegno di legge 2858 presentato al Senato da Maurizio Sacconi, stabilisce che per compenso equo si intenda “un compenso proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al contenuto e alle caratteristiche della prestazione professionale”.

Si dichiara “nulla ogni clausola o patto che determina un eccessivo squilibrio contrattuale tra le parti in favore del committente della prestazione prevedendo un compenso non equo”.
 
Inoltre, la norma stabilisce una presunzione in base alla quale, fino a prova contraria, si deve ritenere iniquo il compenso inferiore ai minimi stabiliti dai parametri stabiliti dal Decreto parametri bis (DM 17 giugno 2016) che definisce le tabelle dei corrispettivi commisurati al livello qualitativo delle prestazioni e delle attività di progettazione da porre a base di gara. 
 

Provvedimento sull’equo compenso: gli obiettivi della norma

L’obiettivo del disegno di legge, illustrato da Berretta nella relazione, è rivalutare il lavoro dei professionisti, rimettendo al centro l’equità delle loro retribuzioni e la qualità delle prestazioni. I lavoratori autonomi, infatti, sono sempre più spesso vessati da situazioni di squilibrio nei rapporti contrattuali con i clienti, soprattutto con i clienti “forti”, con banche, assicurazioni, enti pubblici che portano a compensi al limite del decoro.
 
Per Berretta, l’equo compenso non è solo un principio costituzionale applicabile a tutti i lavori ma un’oggettiva esigenza per tutti i consumatori perché li mette al riparo da servizi professionali di bassa qualità.
 

Minimi tariffari ed equo compenso: le ultime iniziative

Nell’ultimo periodo l’equo compenso è stato al centro del dibattito politico e di numerose manifestazioni. Ad esempio il 7 febbraio 2017 è stato presentato al Senato un ddl per abrogare le disposizioni sulla concorrenza fra i professionisti introdotte dal Decreto Bersani, al fine di reintrodurre l’obbligatorietà delle tariffe minime. 
 
Lo scorso 4 luglio è iniziato l’iter parlamentare, in Commissione Lavoro del Senato, del disegno di legge 2858 sull’equo compenso delle professioni regolamentate che consentirebbe di rendere nulle le clausole contrattuali che prevedono un compenso al di sotto dei parametri stabiliti dal Decreto parametri bis (DM 17 giugno 2016).
 
Infine, dopo la manifestazione del 13 maggio scorso che ha visto scendere in piazza 30.000 professionisti, sabato 8 luglio architetti, ingegneri, avvocati, medici degli ordini di Roma, insieme agli avvocati di Napoli, si sono riuniti presso la sede dell’Ordine degli architetti di Roma per presentare una loro proposta di legge sul giusto compenso da proporre alle istituzioni. 
 
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