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Superbonus e bonus edilizi, la ritenuta sui bonifici sale all’11%

Superbonus e bonus edilizi, la ritenuta sui bonifici sale all’11%

Attualmente l’importo trattenuto dalla banca ammonta all’8%, ma il ddl di Bilancio per il 2024 prevede l’aumento. Imprese: ritenuta dannosa per la liquidità e la competitività

Vedi Aggiornamento del 29/02/2024
Ritenuta su bonifico ristrutturazione - Foto: Jozef Polc 123RF.com
Ritenuta su bonifico ristrutturazione - Foto: Jozef Polc 123RF.com
di Paola Mammarella
26/10/2023 - La ritenuta sul bonifico per la ristrutturazione è l’importo trattenuto dalle banche e da Poste Italiane sul pagamento effettuato, con bonifico parlante, dal cliente che usufruisce del Superbonus e dei bonus edilizi all’impresa che realizza i lavori.
 
Per effetto della legge di bilancio per il 2024, nei primi mesi del 2024 l’importo della ritenuta sui bonifici potrebbe aumentare all’11% rispetto all’8% attualmente in vigore.
 
L’aumento, previsto nella bozza del disegno di legge, sta suscitando le proteste del mondo imprenditoriale, che considera la ritenuta inutile oltre che dannosa.
 

Ritenuta su bonifico ristrutturazione: come funziona

Con la ritenuta sul bonifico nell’ambito di una ristrutturazione, le banche e Poste Italiane trattengono una somma come acconto dell’imposta sui redditi.
 
Questo significa che l’impresa che ha effettuato il lavoro agevolato con il Superbonus o gli altri bonus edilizi incamera una somma decurtata della ritenuta. La ritenuta riduce quindi la liquidità di cui l’impresa può disporre.
 
Se confermata, la nuova regola non sarà operativa dal 1° gennaio, ma dal 1° aprile 2024 secondo le prime bozze circolate o dal 1° marzo 2024 secondo la bozza del 26 ottobre.  Ai bonifici effettuati prima di questta data da definire, continuerà ad essere applicata l’aliquota dell’8%.
 
Per evitare l’aumento, si potrebbe pensare di concentrare i pagamenti prima dell'entrata in vigore dell'aumento. Ma in caso di lavori in corso, che dureranno per tutto il 2024, questa opzione sarebbe percorribile solo per i bonus edilizi diversi dal Superbonus e per il Superbonus fruito come detrazione Irpef. Questo perché la normativa sul Superbonus stabilisce che, nel caso in cui si opti per lo sconto in fattura o la cessione del credito, i bonifici devono andare di pari passo ai SAL. L’obbligo di allineamento tra bonifici e SAL non sussiste invece negli altri casi.
 
 

Come è cambiata negli anni la ritenuta su bonifico ristrutturazione

L’aliquota della ritenuta sui bonifici pagati per gli interventi di ristrutturazione agevolati con il Superbonus e i bonus edilizi è stata modificata più volte negli anni.
 
La manovra estiva del 2010 per la stabilizzazione finanziaria e la competitività economica (DL 78/2010), ha introdotto la ritenuta del 10% sul bonifico per la ristrutturazione o l'efficientamento energetico degli edifici.
 
A causa delle proteste del mondo imprenditoriale sulla perdita di liquidità causata dalla ritenuta, un anno dopo, la manovra correttiva del 2011 (DL 98/2011) ha abbassato la ritenuta al 4%.
 
Successivamente, però, la Legge di Stabilità per il 2015 (Legge 190/2014) ha elevato dal 4% all’8% l’aliquota della ritenuta sui bonifici.
 
Dopo otto anni, la ritenuta sui bonifici per i lavori agevolati col Superbonus e gli altri bonus edilizi potrebbe salire ancora, arrivando all’11%.
 

No delle imprese alla ritenuta 11% sui bonifici per la ristrutturazione

L’aumento dall’8 all’11% della ritenuta sui bonifici “preoccupa fortemente” Confartigianato e Cna che, in una nota congiunta, chiedono al Governo di evitare un intervento che toglie ulteriore liquidità alle imprese e crea tensione finanziaria.

“Auspicavamo - rilevano le due organizzazioni - che finalmente in questa Legge di Bilancio la ritenuta dell’8% sui bonifici venisse almeno ridotta, se non addirittura eliminata, come sollecitiamo ormai da anni. Si tratta di una misura che aumenta i crediti vantati verso il fisco da parte delle imprese delle costruzioni e dell’impiantistica”.
 

Preoccupazione è espressa anche da Unicmi, Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche, dell’Involucro Edilizio e dei Serramenti, che ha scritto al Viceministro dell’Economia e Finanze Maurizio Leo.
 
Unicmi ricorda che l’introduzione dell’obbligo per gli operatori di versare una ritenuta sui bonifici bancari per le spese che accedono ai bonus edilizi per la ristrutturazione e il risparmio energetico, fu giustificata dal Legislatore con la necessità di introdurre un controllo preventivo per scongiurare eventuali truffe all’Erario da parte di contribuenti infedeli.
 
“Il 1° gennaio 2019 - prosegue Unicmi - entrò in vigore l’obbligo di fatturazione elettronica, un provvedimento che eliminò i possibili effetti fraudolenti da parte dei contribuenti in questa materia. Ci saremmo dunque attesi una contestuale eliminazione dell’obbligo di versamento della ritenuta d’acconto. Ciò, purtroppo, non avvenne”.

E invece, con la Legge di Bilancio 2024, “è previsto l’innalzamento di tre punti percentuali di questo balzello. Un balzello che peraltro incide in modo pesante sulla liquidità delle aziende”.
 
Ma c’è di più. Unicmi evidenzia come la ritenuta rappresenti una grave disparità sul mercato: solo gli operatori italiani sono e saranno tenuti al versamento, mentre gli operatori stranieri (imprese non residenti e non dotate di conto corrente bancario in Italia) che operano sul nostro mercato possono e potranno continuare a eludere questo obbligo.
 
“Al fine di evitare un vantaggio competitivo per le imprese non italiane e ritenendo doverosa l’equiparazione dei doveri fiscali di tutti i soggetti che operano sul nostro mercato (esigenza ancor più motivata posto che usufruiscono degli stessi diritti delle imprese italiane compreso l’accesso per i loro prodotti alle detrazioni fiscali per l’edilizia), Unicmi ha richiesto al Viceministro Leo l’applicazione di questo provvedimento a tutte le imprese indipendentemente dalla loro nazionalità e dalla presenza di una banca italiana di appoggio”.
 
“In alternativa, ovvero in caso di impossibilità giuridica di applicazione della ritenuta di acconto a tutti, Unicmi ha richiesto l’esclusione dell’accesso alle detrazioni a quei prodotti commercializzati da soggetti che eludono i doveri fiscali a carico delle imprese italiane”.
 
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