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Blocco definitivo alla cessione dei crediti, settore costruzioni in allarme

Blocco definitivo alla cessione dei crediti, settore costruzioni in allarme

Rete Irene: ‘stravolgimento che danneggia filiera e beneficiari’. Architetti e ingegneri: ‘grave danno per le aree terremotate’. M5S all’attacco

Vedi Aggiornamento del 19/04/2024
Allarme di imprese e professionisti per il blocco definitivo alla cessione dei crediti - Foto: bestdesign36 123rf.com
Allarme di imprese e professionisti per il blocco definitivo alla cessione dei crediti - Foto: bestdesign36 123rf.com
di Rossella Calabrese
28/03/2024 - La decisione a sorpresa, presa dal Consiglio dei Ministri martedì sera, di bloccare definitivamente lo sconto in fattura e la cessione del credito derivante dai bonus edilizi ha provocato reazioni di sconcerto e di allarme tra le imprese, i professionisti e i committenti degli interventi. Ma i commenti arrivano anche dai partiti di maggioranza e di opposizione.
 

Rete Irene: ‘stravolgimento danneggia filiera e beneficiari’

“Lo stop improvviso e totale a cessione del credito e sconto in fattura” previsto dal recente DL del Governo “ha creato un’ondata di preoccupazione sia in tutta la filiera degli operatori, sia tra i committenti degli interventi che non sanno se e quando i lavori potranno riprendere”. Così Manuel Castoldi, Presidente di Rete Irene, rete di imprese che operano nel settore dell’efficienza energetica.
 
“Operatori e committenti possono accettare una revisione degli incentivi per contenere la spesa, come quella proposta da Rete Irene negli ultimi mesi che subordina sconto in fattura e cessione del credito alla qualità o all’urgenza degli interventi. Risulta però del tutto impossibile fare e beneficiare della riqualificazione in un contesto normativo in continuo stravolgimento: un approccio che sorprende, specialmente considerata l’attenzione mostrata in altri casi dalla Maggioranza ad evitare cambiamenti normativi forti prima che le filiere interessate abbiano il tempo di adattarvisi” - prosegue Castoldi.
 

Architetti e ingegneri: ‘grave errore lo stop per le aree terremotate’

Si concentra sulle conseguenze per i professionisti e le imprese che agiscono nelle zone del cratere del terremoto del 2016 in Italia centrale, il commento dei Consigli Nazionali degli Ingegneri e degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori e della Fondazione Inarcassa. “Immaginare di completare la ricostruzione delle aree terremotate in tempi rapidi e senza l’utilizzo di fondi pubblici - dichiarano - è puramente utopistico”.
 
“Come abbiamo ripetutamente affermato, è necessario un sistema complessivo che agevoli l’opera di ricostruzione non che la ostacoli. Questa decisione del Governo, inusitatamente drastica, rischia di rendere impossibile l’opera di ricostruzione. Per questo chiediamo un ripensamento e che le agevolazioni fiscali siano mantenute almeno limitatamente alle aree colpite dal sisma. Noi, come di consueto, siamo disponibili al confronto col Governo per individuare una soluzione che concili l’esigenza di tenere i conti dello Stato sotto controllo e il diritto dei cittadini colpiti dal sisma di tornare a vivere nelle proprie case” - concludono.
 

Confabitare: ‘la rimozione delle barriere architettoniche è una priorità urbana e sociale’

Confabitare, associazione proprietari immobiliari, evidenzia con preoccupazione lo stop allo sconto in fattura per interventi di rimozione delle barriere architettoniche, soprattutto per le persone con limitate capacità economiche: “non è corretto paragonare il bonus barriere architettoniche ad altri bonus edilizi - commenta il presidente nazionale di Confabitare, Alberto Zanni - perché quest’ultimo è un beneficio sociale fondamentale per coloro che affrontano difficoltà economiche nell’accesso all’abitazione”.
 
“Lo stop agli sconti in fattura e alla cessione del credito influenza notevolmente la capacità delle famiglie e delle imprese di finanziare e gestire interventi volti alla rimozione delle barriere architettoniche; senza questi incentivi, sarà più difficile affrontare i costi necessari per rendere gli spazi urbani più inclusivi e accessibili per tutti i cittadini. “È essenziale - conclude Zanni - che la rimozione delle barriere architettoniche rimanga una priorità nella pianificazione e nella gestione urbana”.

 


Pavanelli, M5S: ‘ll Centro Italia rischia ricadute devastanti’

“Mentre il capogruppo di Fdi Foti ci parla di ‘argine a sistema malato’, il governo Meloni decide di abbandonare a sé stesso il cratere sismico di Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo, nel quale senza il Superbonus 110% la ricostruzione post-sisma sarebbe ancora ferma al palo. Di fronte al delirio di Giorgetti, che con la stretta del suo DL sta scatenando il panico in queste ore tra i terremotati, chiediamo a tutto il governo Meloni di rinsavire. Il Centro Italia rischia ricadute devastanti, con comuni interi costretti alla paralisi e quindi al conseguente spopolamento. Di malato qui vediamo solo il furore ideologico del ministro dell’Economia”. Così in una nota la deputata umbra del M5s Emma Pavanelli.
 

Santillo, M5S: ‘Quale prezzo e quale debito, caro Giorgetti?’

Senza freni il deputato del Movimento 5 Stelle Agostino Santillo: “Praticamente di nascosto, Giorgetti e Meloni hanno compiuto l’ultimo atto in Consiglio dei Ministri del più grande tradimento ai danni degli italiani della storia repubblicana. Quasi un vilipendio di cadavere. Un fallimento totale di un anno e cinque mesi di governo”.
 
“Eliminando ogni tipo di cessione del credito e sconto in fattura colpiscono bonus fiscali che c'erano già prima del Covid. Oltre che sopprimere la possibilità delle Onlus di beneficiare della circolazione dei crediti al 70%” - prosegue Santillo -. “Motivo? ‘Il conto salatissimo’, il ‘prezzo per la finanza pubblica e sul debito’. Ma quale conto? Quale prezzo e quale debito, caro Giorgetti? Un prezzo che non è mai comparso in nessun documento economico ufficiale del governo? Un debito che secondo Istat è calato di oltre 17 punti negli anni del Superbonus? Un conto che nel biennio 2021-22 ha portato ad una crescita del Pil del 12%? Il conto di un milione di posti di lavoro creati? Come farà un meno abbiente, uno che ha poca capienza fiscale a fare lavori? Non potrà farlo”.
 
“Il Superbonus è stata una misura del popolo. Una misura per tutti. Che ha consentito a tutti i cittadini, al di là del ceto sociale, di poter migliorare la propria condizione abitativa. Di renderla più efficiente, meno costosa, più sicura e meno inquinante. Di porre l’Italia favorita ai nastri di partenza nella corsa al raggiungimento degli obiettivi richiesti dalla Direttiva Case Green. Una misura che ha fatto girare l’economia delle piccole imprese italiane, degli artigiani, dei professionisti. Non quella delle banche o delle lobby di potere care a questo governo. Forse proprio questa è stata la più grande pecca di questa misura. L’aver trascurato l’economia di pochi potenti a vantaggio di tutti. Anche di chi fino ad oggi non era mai stato considerato” - conclude il deputato M5S.
 

Mazzetti, Forza Italia: ‘il Decreto va migliorato e condiviso’

Puntualizza alcuni aspetti la deputata di Forza Italia Erica Mazzetti: “è chiaro a tutti che sono stati fatti degli errori al momento della prima scrittura della norma, errori che hanno generato problemi di cui oggi paghiamo il conto, fermo restando che bisognerebbe certificare con i numeri le entrate e non solo le uscite. Rimangono degli aspetti da chiarire e perfino da correggere in fase di conversione del decreto: per esempio sulla cessione o sugli immobili appartenenti a onlus o in zone terremotate. Sono convinta ci sarà modo di farlo con modifiche chiare e condivise”.
 
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