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NORMATIVA

Scuole Innovative, il programma rischia il blocco

di Paola Mammarella

Le modalità di ripartizione delle risorse sono state dichiarate incostituzionali perchè il Governo non ha interpellato le Regioni

Vedi Aggiornamento del 11/06/2018

10/04/2018 – Rischia il blocco il programma “Scuole Innovative”. Con la sentenza 71/2018, la Corte Costituzionale ha affermato che nell'assegnazione delle risorse agli enti locali beneficiari, il Governo avrebbe dovuto interpellare le Regioni invece che procedere autonomamente.
 

‘Scuole Innovative’ e i 100 milioni di euro Inail

Sul piatto ci sono 100 milioni di euro dell’Inail che la Legge di Bilancio 2017 ha destinato alla seconda edizione del piano per la realizzazione di edifici innovativi dal punto di vista architettonico, impiantistico e tecnologico, dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale e antisismica, ma anche caratterizzati dalla presenza di nuovi ambienti di apprendimento. 

La prima edizione, per cui l’Inail ha messo a disposizione 350 milioni di euro, si è conclusa all’inizio dell’anno con la pubblicazione dell’aggiudicazione definitiva dei progetti vincitori del concorso di idee.
 
Le Regioni interessate alla seconda edizione hanno presentato una dichiarazione di disponibilità e, sulla base delle domande pervenute, il Presidente del Consiglio dei Ministri con un dpcm ha ripartito le risorse tra dieci Regioni (Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Piemonte, Sardegna e Umbria).
 
Successivamente, è iniziata la ricerca delle aree su cui realizzare gli interventi.
 

‘Scuole Innovative’, il ricorso del Veneto

Il Veneto ha impugnato la legge di fronte alla Corte Costituzionale lamentando che il Governo avrebbe dovuto coinvolgere le Regioni nelle scelte sulla gestione dei finanziamenti. I finanziamenti, secondo il Veneto, influiscono su una serie di materie su cui Stato e Regioni hanno competenza legislativa concorrente, cioè governo del territorio, energia e protezione civile.
 

‘Scuole Innovative’, norma parzialmente incostituzionale

La Corte Costituzionale ha sottolineato che il finanziamento previsto interviene in ambiti di competenza regionale ed è quindi necessario coinvolgere le Regioni nel procedimento per l’adozione del decreto di ripartizione delle risorse.
 
Secondo il Governo, invece, il coinvolgimento delle Regioni era stato assicurato dalla richiesta di manifestazione di interesse. Dato che alla call del Governo avevano risposto solo dieci Regioni, l’Esecutivo aveva ritenuto corretto ripartire le risorse tra gli Enti che avevano mostrato un interesse nei confronti dell’iniziativa.
 
I giudici non hanno accolto le motivazioni del Governo sostenendo che le Regioni avrebbero dovuto partecipare alla fase di decisione dei criteri in base ai quali assegnare poi le risorse mediante la Conferenza Stato – Regioni.
 

'Scuole Innovative', cosa accadrà

La dichiarazione di incostituzionalità blocca di fatto l'iter per la progettazione e realizzazione dei nuovi edifici. Il Governo che si insedierà molto probabilmente emanerà un nuovo dpcm per la ripartizione delle risorse che, tenendo conto delle indicazioni della Corte Costituzionale, dovrà ricevere il via libera della Conferenza Stato Regioni.

Non essendoci ancora una squadra di governo, i tempi potrebbero dilatarsi. Questo significa che le Regioni beneficiarie dei finanziamenti non possono procedere perchè il nuovo dpcm potrebbe rivedere gli importi o, addirittura, eliminarli.


 
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