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NORMATIVA

Abusi edilizi, quando ne risponde il progettista?

di Paola Mammarella
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La Cassazione illustra le responsabilità del direttore dei lavori che non vigila sull’operato delle imprese in cantiere

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07/10/2019 – Il professionista che progetta e dirige i lavori per la realizzazione di un’opera deve sempre vigilare sul cantiere. Nel caso in cui non controlli l’operato delle imprese coinvolte, può essergli attribuita la responsabilità degli abusi edilizi eventualmente commessi. Lo ha spiegato la Cassazione con la sentenza 39317/2019.
 

Abusi edilizi, responsabilità del progettista e direttore lavori

La Cassazione si è pronunciata sul caso di un professionista condannato, in qualità di progettista e direttore lavori, per una serie di irregolarità riscontrate nell’opera realizzata. Al professionista era stata commissionata la progettazione di un locale adibito a deposito occasionale. Durante i sopralluoghi effettuati dal Comune, era emersa anche la costruzione di un balcone al primo piano e la sopraelevazione di un muro perimetrale senza permessi.
 
Il professionista si era opposto sostenendo di aver redatto solo gli elaborati tecnici necessari per l’avvio dei lavori relativi al locale deposito. A suo avviso, i lavori contestati erano stati realizzati su parti dell’immobile diverse da quelle oggetto del suo incarico, ma soprattutto, a sua insaputa, qualche giorno dopo aver presentato la documentazione per l’avvio del cantiere.
 
Il progettista aveva quindi presentato ricorso sostenendo che su di lui non gravasse nessun onere di controllo.
 

Abusi edilizi, progettista sempre responsabile

I giudici della Cassazione hanno respinto il ricorso del professionista spiegando che l’eventuale assenza dal cantiere non esonera il direttore dei lavori dall’onere di vigilare sulla regolare esecuzione delle opere edilizie e dal dovere di contestare le irregolarità riscontrate, se necessario anche rinunciando all’incarico. In caso contrario, infatti, il professionista deve essere considerato responsabile per gli abusi commessi.
 
Nel caso esaminato, i giudici hanno ravvisato “un palese difetto di vigilanza, se non un vero e proprio disinteresse, nonostante l’incarico di direttore dei lavori”.
 
Durante lo svolgimento del contenzioso, infatti, non è emerso che il professionista si sia dissociato, contestando all’impresa esecutrice la realizzazione di un’attività difforme o in sovrapposizione a quella progettata.
 
Sulla base di questi motivi, la Cassazione ha confermato la condanna ai danni del progettista che avrebbe dovuto vigilare con più attenzione.
 
© Riproduzione riservata

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