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NORMATIVA

Sconto in fattura e cessione del credito, per quali lavori sono consentiti?

di Paola Mammarella

L’opzione alternativa alle detrazioni è valida per numerosi interventi di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio

Vedi Aggiornamento del 15/09/2020
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Foto: VIKTOR Zadorozhniy©123RF.com
05/08/2020 – Mentre si attende il provvedimento che definirà le modalità con cui chiedere lo sconto immediato in fattura o scegliere la cessione del credito corrispondente ai bonus casa, l’Agenzia delle Entrate spiega quando è possibile esercitare questa opzione.

Il Decreto Rilancio (Legge 77/2020) ha previsto lo sconto immediato in fattura e la cessione del credito non solo per gli interventi agevolati con il Superbonus 110%, ma anche per quelli rientranti nell'ecobonus tradizionale, nel bonus ristrutturazioni e nel bonus facciate.
 

Sconto in fattura e cessione credito, gli interventi ammessi 

È possibile optare per lo sconto in fattura e la cessione del credito per gli interventi agevolati con il superbonus 110%:

- interventi di isolamento termico (cappotto termico) in condominio o sulle case singole;

- sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con caldaie a condensazione e a pompa di calore, in condominio o nelle case singole;

- adozione di misure antisismiche, previste dall'articolo 16 del DL 63/2013, già agevolate con il sismabonus;

- acquisto di case antisismiche, nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3, a seguito di interventi di demolizione di interi edifici e ricostruzione con criteri antisismici da parte delle imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che devono vendere gli immobili entro 18 mesi dalla fine dei lavori;

- installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica sugli edifici, e relativi sistemi di accumulo, eseguita congiuntamente ad uno degli interventi trainanti di riqualificazione energetica (cappotto termico o caldaie a condensazione e a pompa di calore) o di miglioramento sismico;

- installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, eseguita congiuntamente ad uno degli interventi trainanti di riqualificazione energetica.


L'opzione dello sconto in fattura e della cessione del credito può essere esercitata anche per la realizzazione di interventi agevolati con altri bonus:

- interventi di recupero del patrimonio edilizio agevolati con il bonus ristrutturazioni, in particolare manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari nonché manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati sulle parti comuni degli edifici;

- interventi di riqualificazione energetica, previsti dall’articolo 14 del DL 63/2013, agevolati con l’ecobonus tradizionale. Rientrano tra questi la sostituzione degli impianti di riscaldamento, la sostituzione delle finestre comprensive di infissi, gli interventi sulle strutture o sull’involucro degli edifici e quelli finalizzati congiuntamente all’efficientamento energetico e alla riduzione del rischio sismico;

- interventi di recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, agevolati con il bonus facciate;

- l’installazione di impianti fotovoltaici sugli edifici, non effettuata congiuntamente agli interventi trainanti agevolati con il superbonus 110%;

- l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici non effettuata congiuntamente agli interventi trainanti agevolati con il superbonus 110%.
 
 

Sconto in fattura e cessione del credito

L’opzione può essere esercitata per le spese sostenute nel 2020 e 2021, anche in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori che non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo. Il primo stato di avanzamento, inoltre, deve riferirsi ad almeno il 30% e il secondo ad almeno il 60% dell’intervento.
 
I crediti di imposta, che non sono oggetto di ulteriore cessione, sono utilizzati in compensazione attraverso il modello F24 ed è fruito in cinque quote annuali di pari importo. La quota di credito d'imposta non utilizzata nell'anno non può essere fruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.
 
Non si applica il limite generale di compensabilità per i crediti di imposta e contributi, pari a 700mila euro (elevato a 1 milione di euro per il solo anno 2020), né il limite di 250mila euro applicabile ai crediti di imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi. Non si applica nemmeno il divieto di utilizzo dei crediti in compensazione, in presenza di debiti iscritti a ruolo per importi superiori a 1.500 euro.
 
Il credito corrispondente al superbonus può essere ceduto ai fornitori di beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi o ad altri soggetti, cioè persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti, istituti di credito e intermediari finanziari.
 
Le modalità per esercitare l’opzione autonomamente o avvalendosi di intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni saranno definite dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate atteso entro il 18 agosto 2020.
 

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