Superbonus, ministro Orlando: ‘sia subordinato all’applicazione dei contratti collettivi’
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SICUREZZA
Superbonus, ministro Orlando: ‘sia subordinato all’applicazione dei contratti collettivi’
La proposta alla luce dei dati sulle violazioni. Imprese edili e sindacati: ‘giusto che i bonus siano rivolti esclusivamente a chi rispetta le regole’
Aggiornato al 07/02/2022
di Rossella Calabrese
Aggiornato al
04/02/2022 - Nei primi tre mesi di applicazione della nuova normativa in materia di sicurezza sul lavoro, introdotta con il decreto fiscale, sono stati sospesi 414 cantieri per gravi carenze nell’applicazione delle norme per la sicurezza e la salute sul lavoro e per irregolarità fiscali.
Lo ha detto ieri il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, incontrando, insieme al direttore dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), Bruno Giordano, le parti sociali del settore edile.
In particolare, su oltre 13.000 violazioni accertate nell’intero anno 2021, il 43% riguarda la sorveglianza sanitaria, il 22% la formazione e informazione, il 20% i rischi elettrici, il 6% la mancata valutazione dei rischi. A seguito dell’attività di vigilanza speciale in edilizia disposta dall’INL, inoltre, nel periodo compreso tra il 1° settembre e il 31 dicembre 2021, l’87% delle oltre 5.000 imprese controllate è risultato irregolare in materia di sicurezza del lavoro.
Alla luce di questi dati, che il Ministero definisce “gravissimi”, e delle forti preoccupazioni esposte anche dalle parti sociali, il ministro Orlando ha proposto di subordinare l’ottenimento dei benefici connessi ai bonus edilizi, il Superbonus 110%, all’applicazione dei contratti collettivi nazionali di settore, stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative.
La proposta - spiega la nota - rappresenta una tutela non solo per le lavoratrici e i lavoratori, ma anche per le imprese che rispettano le regole.
L’idea è stata condivisa dalle associazioni datoriali (Ance, Alleanza delle cooperative - Legacoop produzione e servizi, Confcooperative lavoro e servizi, Agci-Produzione e Lavoro, Confapi Aniem) e dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori (FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil).
“Tale soluzione - sottolineano i firmatari - va incontro alle richieste che insieme abbiamo avanzato al Governo e che abbiamo formalizzato in una lettera inviata al Ministro del lavoro e delle politiche sociali il 10 gennaio scorso in cui evidenziavamo la necessità dell’assoluta osservanza del contratto collettivo del settore e del sistema bilaterale che ne deriva, in quanto strumento fondamentale per la formazione e la tutela della sicurezza dei lavoratori”.
“Solo in questo modo - sostengono imprese e lavoratori dell’edilizia - è possibile garantire che tutti gli sforzi messi in campo per la ripartenza economica e sostenibile del Paese, a cominciare dai bonus edilizi, siano rivolti esclusivamente a operatori qualificati, che rispettano tutti le stesse regole e che pongono al primo posto la salute e la sicurezza dei lavoratori”.
Lo ha detto ieri il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, incontrando, insieme al direttore dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), Bruno Giordano, le parti sociali del settore edile.
In particolare, su oltre 13.000 violazioni accertate nell’intero anno 2021, il 43% riguarda la sorveglianza sanitaria, il 22% la formazione e informazione, il 20% i rischi elettrici, il 6% la mancata valutazione dei rischi. A seguito dell’attività di vigilanza speciale in edilizia disposta dall’INL, inoltre, nel periodo compreso tra il 1° settembre e il 31 dicembre 2021, l’87% delle oltre 5.000 imprese controllate è risultato irregolare in materia di sicurezza del lavoro.
Alla luce di questi dati, che il Ministero definisce “gravissimi”, e delle forti preoccupazioni esposte anche dalle parti sociali, il ministro Orlando ha proposto di subordinare l’ottenimento dei benefici connessi ai bonus edilizi, il Superbonus 110%, all’applicazione dei contratti collettivi nazionali di settore, stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative.
La proposta - spiega la nota - rappresenta una tutela non solo per le lavoratrici e i lavoratori, ma anche per le imprese che rispettano le regole.
L’idea è stata condivisa dalle associazioni datoriali (Ance, Alleanza delle cooperative - Legacoop produzione e servizi, Confcooperative lavoro e servizi, Agci-Produzione e Lavoro, Confapi Aniem) e dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori (FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil).
“Tale soluzione - sottolineano i firmatari - va incontro alle richieste che insieme abbiamo avanzato al Governo e che abbiamo formalizzato in una lettera inviata al Ministro del lavoro e delle politiche sociali il 10 gennaio scorso in cui evidenziavamo la necessità dell’assoluta osservanza del contratto collettivo del settore e del sistema bilaterale che ne deriva, in quanto strumento fondamentale per la formazione e la tutela della sicurezza dei lavoratori”.
“Solo in questo modo - sostengono imprese e lavoratori dell’edilizia - è possibile garantire che tutti gli sforzi messi in campo per la ripartenza economica e sostenibile del Paese, a cominciare dai bonus edilizi, siano rivolti esclusivamente a operatori qualificati, che rispettano tutti le stesse regole e che pongono al primo posto la salute e la sicurezza dei lavoratori”.
Norme correlate
Bozza non ancora in vigore 06/12/2021
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146, recante misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili
Decreto Legge 21/10/2021 n.146
Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili
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