Cessione del credito e responsabilità solidale, pressing sui partiti
NORMATIVA
Cessione del credito e responsabilità solidale, pressing sui partiti
Federcostruzioni: ‘le banche non hanno riattivato la monetizzazione dei bonus fiscali’. Fondazione Inarcassa chiede l’approvazione degli emendamenti al ddl ‘Aiuti-bis’ in Senato
Vedi Aggiornamento
del 16/09/2022
12/09/2022 - Cresce l’attesa sulla sorte degli emendamenti al ddl “Aiuti-bis”, che dovrebbero ridimensionare, se non eliminare, la responsabilità solidale nelle operazioni di cessione dei crediti relativi al Superbonus e agli altri bonus edilizi.
Il testo sarà all’esame del Senato domani, martedì 13 settembre, alle 12. Le associazioni rappresentative del mondo delle costruzioni e dei professionisti chiedono intanto provvedimenti urgenti per riattivare il meccanismo delle cessioni.
Gli emendamenti dovevano essere discussi la scorsa settimana, ma la richiesta del Governo di ritirare le proposte, e l’opposizione di alcuni Senatori, ha fatto slittare il confronto.
Alcuni emendamenti, che chiedevano la totale cancellazione della responsabilità solidale, sono stati smussati e ora propongono l’eliminazione totale della responsabilità solidale solo per tutte le cessioni relative al Superbonus e per le cessioni relative agli altri bonus edilizi effettuate a decorrere dall’11 novembre 2021.
In campo anche l’ipotesi di ridurre la responsabilità solidale di chi acquista un credito da un intermediario finanziario e di dimostrare la diligenza nei controlli nel caso in cui l’acquirente del credito non abbia avuto alcun ruolo nell’origine e nella fruizione del credito stesso.
A cascata, scrive la presidente di Federcostruzioni, Paola Marone, i crediti bloccati vanno ad incidere negativamente su privati cittadini, professionisti e imprese, cioè sull’intero tessuto economico e sociale italiano. “Molte famiglie stanno chiedendo prestiti personali per completare i lavori iniziati e poi sospesi a causa del blocco delle cessioni dei crediti, ma non tutti hanno potuto ottenerlo e adesso sono prigionieri del sistema, insieme alle imprese che hanno dragato tutta la loro liquidità e adesso sono a rischio chiusura. Questo sta portando all’inevitabile fallimento di molte imprese e studi professionali, alla perdita del posto di lavoro di tecnici e maestranze, a lavori incompleti per famiglie e condomini che, sperando di poter riqualificare le proprie abitazioni, si ritroveranno inevitabilmente coinvolti in una spirale senza via di uscita”.
Paola Marone ha messo in evidenza anche il problema dei crediti fiscali residui che oggi non hanno più mercato. Molte imprese hanno ceduto il primo SAL a Poste perché accettava lo sconto in fattura, ma dopo l’uscita di Poste dal mercato faticano a trovare banche che acquistino i crediti restanti. Marone ha quindi chiesto misure ad-hoc per completare queste cessioni.
“Sappiamo - ha scritto Fietta in una nota - che il mercato non sarà sbloccato finché non sarà esclusa la responsabilità in solido di chi acquista il credito. Costoro, pur non avendo avuto alcun ruolo nell'origine e/o fruizione del credito fiscale, potrebbero infatti perdere l'intero investimento proposto dalla banca. Una parte del Parlamento ha compreso le nostre perplessità e accolto i nostri suggerimenti”.
Fietta ha quindi sollecitato l’approvazione degli emendamenti in materia di responsabilità solidale “per scongiurare una profonda crisi che si sta abbattendo sull'intera filiera dell'edilizia, dalle imprese ai professionisti della progettazione”.
Il testo sarà all’esame del Senato domani, martedì 13 settembre, alle 12. Le associazioni rappresentative del mondo delle costruzioni e dei professionisti chiedono intanto provvedimenti urgenti per riattivare il meccanismo delle cessioni.
Cessione del credito e responsabilità solidale, le proposte di modifica
La necessità di sbloccare la cessione del credito, eliminando o limitando la responsabilità solidale dei cessionari, è sentita in modo trasversale dalle forze politiche, che nei giorni scorsi hanno presentato una serie di emendamenti “superprioritari” sull’argomento.Gli emendamenti dovevano essere discussi la scorsa settimana, ma la richiesta del Governo di ritirare le proposte, e l’opposizione di alcuni Senatori, ha fatto slittare il confronto.
Alcuni emendamenti, che chiedevano la totale cancellazione della responsabilità solidale, sono stati smussati e ora propongono l’eliminazione totale della responsabilità solidale solo per tutte le cessioni relative al Superbonus e per le cessioni relative agli altri bonus edilizi effettuate a decorrere dall’11 novembre 2021.
In campo anche l’ipotesi di ridurre la responsabilità solidale di chi acquista un credito da un intermediario finanziario e di dimostrare la diligenza nei controlli nel caso in cui l’acquirente del credito non abbia avuto alcun ruolo nell’origine e nella fruizione del credito stesso.
Federcostruzioni: cessioni bloccate per paura della responsabilità solidale
Federcostruzioni ha inviato una lettera ai partiti politici lamentando che, dopo le numerose modifiche normative che hanno mandato in tilt il sistema della cessione del credito, le banche non hanno riattivato la monetizzazione dei bonus fiscali a causa del nodo irrisolto della responsabilità solidale. La situazione, sottolinea Federcostruzioni, mette a rischio fallimento imprese e professionisti e sta facendo registrare da mesi rallentamenti nel comparto delle costruzioni.A cascata, scrive la presidente di Federcostruzioni, Paola Marone, i crediti bloccati vanno ad incidere negativamente su privati cittadini, professionisti e imprese, cioè sull’intero tessuto economico e sociale italiano. “Molte famiglie stanno chiedendo prestiti personali per completare i lavori iniziati e poi sospesi a causa del blocco delle cessioni dei crediti, ma non tutti hanno potuto ottenerlo e adesso sono prigionieri del sistema, insieme alle imprese che hanno dragato tutta la loro liquidità e adesso sono a rischio chiusura. Questo sta portando all’inevitabile fallimento di molte imprese e studi professionali, alla perdita del posto di lavoro di tecnici e maestranze, a lavori incompleti per famiglie e condomini che, sperando di poter riqualificare le proprie abitazioni, si ritroveranno inevitabilmente coinvolti in una spirale senza via di uscita”.
Paola Marone ha messo in evidenza anche il problema dei crediti fiscali residui che oggi non hanno più mercato. Molte imprese hanno ceduto il primo SAL a Poste perché accettava lo sconto in fattura, ma dopo l’uscita di Poste dal mercato faticano a trovare banche che acquistino i crediti restanti. Marone ha quindi chiesto misure ad-hoc per completare queste cessioni.
Fondazione Inarcassa: mercato bloccato dalla responsabilità solidale
Franco Fietta, presidente di Fondazione Inarcassa, ha dichiarato che il blocco della cessione dei crediti sta mettendo i liberi professionisti in grave difficoltà.“Sappiamo - ha scritto Fietta in una nota - che il mercato non sarà sbloccato finché non sarà esclusa la responsabilità in solido di chi acquista il credito. Costoro, pur non avendo avuto alcun ruolo nell'origine e/o fruizione del credito fiscale, potrebbero infatti perdere l'intero investimento proposto dalla banca. Una parte del Parlamento ha compreso le nostre perplessità e accolto i nostri suggerimenti”.
Fietta ha quindi sollecitato l’approvazione degli emendamenti in materia di responsabilità solidale “per scongiurare una profonda crisi che si sta abbattendo sull'intera filiera dell'edilizia, dalle imprese ai professionisti della progettazione”.