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Superbonus, Italia Solare: necessario chiarimento sulle scadenze per il fotovoltaico

Superbonus, Italia Solare: necessario chiarimento sulle scadenze per il fotovoltaico

L’associazione scrive al Governo: adottare i provvedimenti attuativi su aree idonee, comunità energetiche rinnovabili e ragionare su semplificazioni e PNRR

Vedi Aggiornamento del 22/12/2022
Peter Hofstetter©123RF.com
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 22/12/2022
28/11/2022 - Chiarimenti sulle scadenze per usufruire del Superbonus e introduzione di norme semplici e stabili per invogliare gli investimenti nel fotovoltaico, senza che siano necessari incentivi.
 
Sono le richieste che Italia Solare, associazione che promuove la diffusione delle rinnovabili, ha formalizzato in una lettera inviata al Governo.
 

Superbonus, il nodo delle scadenze per il fotovoltaico

Italia Solare chiede di chiarire quali sono le scadenze per poter beneficiare del Superbonus per l’installazione del fotovoltaico come intervento trinato.
 
Italia Solare sottolinea che, in base alla normativa, bisogna ragionare per spese sostenute, mentre i professionisti del settore attendono l’allaccio dell’impianto e la sottoscrizione del contratto di ritiro dedicato per poter sbloccare la pratica e presentarla a ENEA.
 
In questo modo, fa notare Italia Solare, si genera un ritardo, causato dalla mancanza di rigore temporale sia da parte dei distributori di energia elettrica, che devono allacciare gli impianti, sia da parte del GSE nella sottoscrizione del contratto di ritiro dedicato.
 
Italia Solare chiede quindi un chiarimento normativo che affermi, una volta per tutte, che per ottenere l’incentivo è sufficiente aver dichiarato la fine lavori (con tutto quello che ne consegue: dichiarazione di conformità, richiesta di allaccio impianto, asseverazione, invio richiesta al GSE, ecc.) fermo restando la necessità di ottemperare a tutti gli obblighi previsti dalla normativa vigente.
 

Superbonus, la riflessione su cessione del credito e unifamiliari

Nella lettera di Italia Solare c’è anche la richiesta di trovare una soluzione ai crediti bloccati. Al momento, lo ricordiamo, il Decreto “Aiuti-quater” ha proposto la possibilità di fruire dei crediti in 10 anni anziché in 4.  
 
IItalia Solare invita inoltre il Governo a una riflessione sul nuovo meccanismo introdotto per le unifamiliari sempre con il Decreto “Aiuti-quater”, che dal 1° gennaio 2023 riconosce una detrazione del 90% per le prime case il cui proprietario abbia un ‘reddito di riferimento’ non superiore a 15.000 euro. L’associazione sottolinea che la detrazione sarà utilizzabile solo da persone con un ISEE molto basso, che dovranno necessariamente accedere al meccanismo dello sconto in fattura. In caso contrario, non potrebbero usufruire della detrazione perché non sufficientemente capienti.
 
 

Fotovoltaico, crescita 4-5 volte inferiore rispetto agli obiettivi europei

Oltre che al chiarimento sul Superbonus, le richieste di Italia Solare puntano ad aumentare la diffusione del fotovoltaico partendo da una situazione non favorevole.

Italia Solare lamenta che, durante la precedente legislatura, sono state adottate solo alcune norme di semplificazione dei procedimenti autorizzativi. Il riferimento è alla:
- estensione del modello unico agli impianti fino a 200 kW;
liberalizzazione dell’installazione sugli edifici;
semplificazione delle procedure nei centri storici;
- estensione delle aree idonee all’installazione;
eliminazione dei limiti per aree vincolate e centri storici.

A fronte di queste semplificazioni, scrive Italia Solare, sono state introdotte “norme punitive”, che costringono “imprese e comuni a cedere le eccedenze di energia prodotta a un prezzo pari a circa 1/5 di quello a cui la riacquistano: un trattamento ben peggiore rispetto a quello riservato agli operatori delle fonti fossili”.
 
L’installazione del fotovoltaico procede a rilento. Italia Solare evidenzia che, nonostante i documenti programmatici nazionali, condivisi con la Commissione Europea, prevedano in media l'installazione di 8-10 GW/anno, si procede a un ritmo di circa 4-5 volte inferiore, trascurando anche il fatto che questo settore può concorrere in modo importante a nuove opportunità di lavoro qualificato e stabile.
 
Fino ad ora, si legge nella lettera, spesi circa 70 miliardi di euro in aiuti contro il caro-energia con interventi a pioggia, finalizzati solo a ridurre la spesa energetica. Per Italia Solare sarebbe più utile abbattere la spesa energetica solo ai più bisognosi, utilizzando le risorse così liberate per favorire soluzioni strutturali, come l’installazione di impianti fotovoltaici e la fornitura di energia da fotovoltaico.
 
 

Fotovoltaico, le proposte per aumentare la produzione

Ma come aumentare la produzione di energia da fotovoltaico? Italia Solare propone una serie di soluzioni iniziali da cui partire.
 
L’associazione suggerisce di adottare quanto prima i decreti attuativi del D.lgs. 199/2021, con cui l’Italia ha recepito la Direttiva 2018/2001/UE (RED II) sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili. In particolare, bisognerebbe adottare i provvedimenti in materia di aree idonee, misure di sostegno a grandi impianti, piccoli impianti, autoconsumo e comunità energetiche. Su quest'ultimo punto, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha annunciato l'avvio di una consultazione per l'adozione di un decreto ad-hoc.

Secondo Italia Solare, bisogna inoltre verificare l’efficacia delle norme di semplificazione adottate fino ad ora e considerare l’emanazione di un testo unico.
 
Italia Solare suggerisce inoltre un credito di imposta, pari al 40% o 50% delle spese, (maggiorato se installato con contestuale sostituzione delle coperture in amianto, per le imprese che si dotano di impianti di autoconsumo. In alternativa, potrebbe essere estesa alle imprese la detrazione del 50% in 10 anni, cui hanno diritto le persone fisiche che realizzano impianti fotovoltaici asserviti agli edifici.
 
Italia Solare ritiene inoltre che vada modificato uno dei progetti del PNRR, che destina 2,2 miliardi di euro ai Comuni con meno di 5mila abitanti per prestiti alle comunità energetiche. Tali Comuni, sottolinea Italia Solare, sono quelli con meno aziende, quindi la misura andrebbe estesa ai Comuni più grandi.
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