24/01/2024 - La scorsa settimana la Commissione Industria, Ricerca ed Energia (ITRE) del Parlamento europeo ha approvato il testo finale della
Direttiva Case Green - EPBD.
Tra le norme c’è quella che impone agli Stati membri di decarbonizzare i sistemi di riscaldamento ed eliminare i combustibili fossili dal riscaldamento e dal raffreddamento. Dal 2025 gli Stati non potranno più concedere incentivi per le caldaie autonome a combustibili fossili; saranno sovvenzionabili soltanto i sistemi di riscaldamento ibridi, come quelli che combinano una caldaia con un impianto solare termico o una pompa di calore. Le caldaie a combustibili fossili dovranno essere, quindi,
eliminate gradualmente entro il 2040 (era il 2035 nella precedente versione).
“Rispetto ai termini inizialmente previsti - commenta Assotermica - Associazione produttori apparecchi e componenti per impianti termici federata Anima Confindustria -, che avevano suscitato pareri critici da parte di molti Paesi europei (primo tra tutti l’Italia), la revisione della direttiva ha ammorbidito le richieste, tracciando un quadro di riferimento della transizione sostenibile che, pur chiedendo un importante percorso di rinnovamento sul patrimonio edilizio (e impiantistico) esistente,
indica scadenze e strumenti più sostenibili e pragmatici, facendo leva sulla pluralità tecnologica”.
Nel 2040 - secondo i produttori - presumibilmente vettori rinnovabili, come biometano o idrogeno verde (oltre a syngas, bio-GPL ed altri), potranno essere disponibili su scala più ampia rispetto al presente nelle reti di distribuzione. E anche gli
apparecchi ibridi (pompa di calore di potenza ridotta in accoppiamento ‘factory made’ con una caldaia a condensazione omologata per miscele di green gas) e le pompe di calore a gas potranno giocare un ruolo centrale, grazie alla loro integrabilità nel contesto tipico del parco edilizio italiano, insieme con l’abbinamento di caldaie a gas e sistemi solari termici.
Case Green, Assotermica: ‘bene le tecnologie green gas ready’
“L’accordo raggiunto in Parlamento europeo è motivo di soddisfazione per il nostro comparto industriale - commenta il presidente di Assotermica, Alberto Montanini -. L’apertura a un approccio multi-tecnologico (oltre che multienergetico e multitarget), che prevede la coesistenza di una pluralità di tecnologie efficienti, rende più agevole il percorso verso l’ambizioso obiettivo di un’edilizia e di un’impiantistica green, rispetto a quanto prospettato in precedenza”.
“Se in un primo momento si era prefigurata l’ipotesi di mettere al bando le caldaie a gas (anche quelle omologate per funzionare con miscele di gas rinnovabili), la revisione della direttiva dimostra che sia stato pienamente riconosciuto il ruolo che i combustibili green, usati dalle caldaie e più in generale dagli apparecchi green gas ready, giocheranno nella transizione che, come dice la parola stessa, è un momento di trasformazione e non di rottura con il passato”.
Assotermica apprezza anche la scelta, operata con la Direttiva Case Green, di attribuire un obiettivo nazionale cumulativo, e non vincolante per singolo edificio: ogni Paese potrà modulare obblighi (e incentivi) sulla totalità del proprio parco edilizio, prioritizzando gli sforzi sugli edifici o i distretti più facilmente ammodernabili.
“Come rappresentanti del settore - conclude Montanini -, è importante ribadire che, per realizzare gli obiettivi europei e perseguire così la causa della transizione sostenibile, si rende ancora più
necessario un nuovo piano di incentivi a sostegno dell’industria, che consenta alle imprese di tenere il passo con l’agenda dettata a livello europeo. Ora più che mai, anche in vista della
prossima revisione generale dei bonus nel 2025, ci auguriamo che le istituzioni siano sensibili al proseguimento di questa misura e all’introduzione di nuovi piani di sostegno, che possano tradursi in una concreta accelerazione della sostituzione qualificata dei generatori e degli impianti”.