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Superbonus 110%, i tecnici chiedono sanatoria degli abusi per facilitarne l’attuazione
NORMATIVA Superbonus 110%, i tecnici chiedono sanatoria degli abusi per facilitarne l’attuazione
NORMATIVA

Manutenzioni straordinarie: Dia abolita su tutto il territorio nazionale

di Rossella Calabrese

Introdotto però l’obbligo di presentare il progetto e la relazione tecnica firmati da un tecnico abilitato

Vedi Aggiornamento del 27/05/2010
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03/05/2010 - È approdato oggi in Aula a Montecitorio, il ddl di conversione del DL 40/2010. Il testo in esame è stato modificato dall’emendamento, presentato da Cosimo Ventucci (Pdl) e approvato dalle commissioni Finanze e Attività produttive, che ha riscritto l’articolo 5 relativo alle attività di edilizia libera.
 
Le novità introdotte dall’emendamento Ventucci
Rispetto al vigente articolo 5 del DL 40/2010, l’emendamento cancella la frase “Salvo più restrittive disposizioni previste dalla disciplina regionale” che, ad oggi, restringe il campo di applicazione della disposizione a quelle Regioni che non hanno una legge regionale in materia o ne hanno una coerente (e non più restrittiva) con quella nazionale.
 
La situazione nelle Regioni
A seguito dell’emendamento, le semplificazioni si applicheranno automaticamente anche nelle Regioni, dotate di una legge in materia edilizia più restrittiva di quella nazionale, nelle quali vige ancora l’obbligo di Dia, e cioè: Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Campania.
 
Queste regioni si allineerebbero a tutte le altre, sprovviste di una legge in materia, nelle quali il DL 40/2010 è già applicabile da circa un mese, o la cui legge regionale ha già semplificato le procedure edilizie: Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria, Lazio, Piemonte, Veneto (leggi tutto).
 
Un discorso a parte va fatto per le Regioni a statuto speciale e le province autonome: le leggi di Val d’Aosta, Provincia di Trento, Provincia di Bolzano, Sicilia dovrebbero comunque prevalere sul Testo Unico, anche senza la specificazione “fatte salve le più restrittive norme  regionali”.
 
Doppio regime per gli interventi edilizi
L’emendamento divide in due gruppi gli interventi di edilizia libera.

In particolare, prevede che:
- gli interventi di manutenzione ordinaria;
- gli interventi volti all'eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, o di manufatti che alterino la sagoma dell'edificio;
- le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo di carattere geognostico;
- i movimenti di terra pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agrosilvo-pastorali;
- le serre mobili stagionali,
possano essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo.
 
Un po’ più complessa la procedura per:
- gli interventi di manutenzione straordinaria, compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, che non riguardino le parti strutturali dell'edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici;
- le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee;
- le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta;
- i pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo esterno, a servizio degli edifici, al di fuori dei centri storici;
- le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici.
 
Per questi interventi l’interessato deve inviare all’amministrazione comunale, anche per via telematica una comunicazione di inizio dei lavori, alla quale allega le autorizzazioni eventualmente obbligatorie ai sensi delle norme di settore.
 
Solo per gli interventi di manutenzione straordinaria, insieme alla comunicazione, devono essere indicati i dati dell’impresa che eseguirà i lavori e una relazione tecnica provvista di data certa e corredata dagli elaborati progettuali, a firma di un tecnico abilitato, il quale dichiari di non avere rapporti di dipendenza con l'impresa né con il committente e che asseveri, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo.


Spazio di manovra per le Regioni a statuto ordinario
L’emendamento consente alle Regioni a statuto ordinario di:
- estendere la nuova disciplina ad ulteriori interventi edilizi;
- individuare ulteriori interventi edilizi, tra quelli con obbligo di comunicazione al Comune, da sottoporre anche all'obbligo di relazione tecnica (l'emendamento la richiede solo per le manutenzioni straordinarie);
- stabilire ulteriori contenuti per la relazione tecnica.
 
Le sanzioni
La mancata comunicazione dell’inizio dei lavori o la mancata trasmissione della relazione tecnica comportano una sanzione pecuniaria di 258 euro, ridotta di due terzi se la comunicazione è effettuata spontaneamente quando l'intervento è in corso di esecuzione.
 
Regole comuni a tutti gli interventi
Resta confermato l’obbligo di rispettare le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e le altre norme di settore (norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienicosanitarie, relative all'efficienza energetica e del Codice dei beni culturali e del paesaggio). Per tutti gli interventi, l’interessato deve provvedere, nei casi previsti dalle vigenti disposizioni, alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale.

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