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Investimenti Superbonus, a settembre aumento di 3 miliardi dovuto quasi del tutto ai condomìni

Investimenti Superbonus, a settembre aumento di 3 miliardi dovuto quasi del tutto ai condomìni

Dai dati Enea emergono investimenti complessivi pari a 89,5 miliardi di euro e un costo per lo Stato di circa 96 miliardi

Vedi Aggiornamento del 21/12/2023
Investimenti Superbonus - Foto: kritchanut 123RF.com
Investimenti Superbonus - Foto: kritchanut 123RF.com
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 21/12/2023
16/10/2023 - A settembre l’aumento di investimenti Superbonus è dovuto quasi del tutto ai condomìni. Gli investimenti totali sono arrivati a toccare gli 89,5 miliardi di euro, con un costo per lo Stato pari a circa 96 miliardi.
 
È quanto emerge dal report mensile diffuso da Enea sugli interventi di efficientamento energetico.
 

Investimenti Superbonus a 89,5 miliardi di euro e costo di 96 miliardi

Il report di Enea mostra che il totale degli investimenti si attesta a 89,5 miliardi di euro: circa 3 miliardi in più rispetto alla fine di agosto, che si è chiuso con un investimento pari a 86,3 miliardi di euro.
 
Sul totale, gli investimenti ammontano a 50,3 miliardi di euro nei condomìni, a 27,8 miliardi negli edifici unifamiliari e a 11,3 miliardi nelle unità immobiliari funzionalmente indipendenti.
 
Il totale degli investimenti per lavori conclusi, ammessi a detrazione, ammonta a 72,5 miliardi di euro. Si tratta dell’82,2% dei lavori, che ha generato detrazioni, quindi un costo per lo Stato, pari a 79,3 miliardi di euro.
 
Considerando che ci sono ancora dei lavori in corso, si può stimare che, una volta ultimati, il costo a carico dello Stato ammonterà a circa 96 miliardi di euro.
 
 

Investimenti Superbonus maggiori nei condomìni

Analizzando i dati, si può notare che a settembre l’aumento degli interventi agevolati con il Superbonus riguarda prevalentemente i condomìni.
 
In totale, gli investimenti Superbonus hanno coinvolto più di 430mila edifici. Di questi, più di 78mila sono condomìni, 237mila sono unifamiliari e 115mila rientrano tra le unità immobiliari funzionalmente indipendenti.
 
Vediamo quindi che dal momento in cui è stato introdotto, il Superbonus ha avuto più successo tra gli edifici indipendenti, che presentano meno difficoltà in termini di delibere e accordi tra vicini. Nel mese di settembre, però, quasi tutto l’aumento è dovuto agli interventi sui condomìni che hanno tempo fino al 31 dicembre per ottenere il Superbonus con le aliquote più alte.
 
A settembre, infatti, gli edifici interessati da lavori Superbonus sono stati 5300 in più rispetto ad agosto. L’aumento è suddiviso in questo modo: 4423 per i condomìni, 654 per gli edifici unifamiliari e 230 per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti.
 
Dal punto di vista delle risorse, gli interventi nei condomìni assorbono quasi tutto l’importo dell’aumento degli investimenti Superbonus registrato a settembre, toccando una quota pari a 3,65 miliardi.
 
Il forte incremento registrato nei condomìni è dovuto quasi sicuramente alla notizia che il Superbonus con le aliquote più vantaggiose del 90% o del 110% non sarà prorogato e che dal 2024 l’aliquota della detrazione scenderà al 70%.
 
Sul versante opposto, la frenata degli edifici unifamiliari e delle unità immobiliari funzionalmente indipendenti dipende dal fatto che, già da inizio anno, gli unici immobili a poter beneficiare del Superbonus sono le prime case di proprietari a basso reddito o quelli che hanno centrato l’obiettivo del 30% dell’intervento complessivo entro il 30 settembre 2022.
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