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Ritardo pagamenti, Ance: le PA potrebbero eludere la norma

Ritardo pagamenti, Ance: le PA potrebbero eludere la norma

Edili: l’Amministrazione può evitare la mora se tarda ad emettere il certificato di pagamento

Vedi Aggiornamento del 20/06/2014
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 20/06/2014
06/02/2013 - Le norme contro i ritardati pagamenti potrebbero essere eluse. È l’allarme lanciato da Ance, Associazione nazionale costruttori edili, nella nota inviata alle imprese aderenti.
 
L’attenzione dell’Ance si concentra sul D.lgs 192/2012, che ha recepito la Direttiva 2011/7/Ue sui tempi di pagamento e sulla circolare emanata a fine gennaio dal Ministero dello Sviluppo Economico, con la quale è stato chiarito che anche le imprese edili beneficiano del limite di 30 giorni a disposizione della Pubblica Amministrazione per il pagamento delle somme dovute.
 
Secondo l’associazione degli edili ci sono però alcuni punti da chiarire. L’Ance pensa che la circolare del Ministero consenta di derogare al termine di 30 giorni per l’emissione del certificato di pagamento e che la deroga non potrebbe comunque superare il termine di 45 giorni indicato dall’articolo 143 del Dpr 207/2010, Regolamento attuativo del Codice Appalti.
 
A detta dell’Ance, il termine di 45 giorni dovrebbe ritenersi abrogato perchè incompatibile con la nuova normativa, che prevedendo un termine di 30 giorni introduce una disposizione maggiormente favorevole al creditore.
 
Continuando ad esaminare la circolare ministeriale, l’Ance rileva che nel caso in cui, per colpa di una Stazione Appaltante, si verifichi un ritardo nell’emissione dei certificati di pagamento, continua ad essere applicabile l’articolo 144 comma 1 del Regolamento attuativo del Codice Appalti, in base al quale gli interessi vengono corrisposti al tasso legale per 60 giorni, mentre il tasso di mora scatta solo in presenza di ulteriori ritardi.
 
Si tratta di una disposizione che a parere dell’Ance dovrebbe essere abrogata perché la Pubblica Amministrazione in ritardo con il pagamento potrebbe eludere la normativa europea, pagando una sanzione inferiore a quella prevista dalla Direttiva. La PA, sottolinea l’Ance, potrebbe infatti protrarre “sine die” l’emissione del certificato di pagamento, bloccando quindi l’emissione del mandato.
 
Per risolvere questa criticità l’Ance chiede quindi che anche la mancata adozione del certificato di pagamento faccia scattare gli interessi moratori.

Durante il seminario organizzato lunedì scorso dalla Direzione Generale Imprese e Industria presso la rappresentanza a Milano della Commissione europea, il commissario Antonio Tajani ha affermato che per evitare una procedura di infrazione l'Italia dovrà adeguare la norma di recepimento alla direttiva comunitaria.

Nel suo intervento Tajani ha sottolineato che in Italia vi sono regole contabili che consentono di iscrivere il debito ai fini del Patto di Stabilità solo al momento del pagamento effettivo, e non quando sorge l'obbligo giuridico di pagare alla scadenza della fattura. Questa regola, insieme al patto di stabilità interno, ha incentivato molte amministrazioni a rinviare i pagamenti per avere i conti, almeno formalmente, più in ordine. Motivi che rendono necessaria una revisione delle regole di contabilità e del patto di stabilità interno in modo da non ostacolare l'applicazione della direttiva.
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