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Sconto in fattura, ai contribuenti piace. Ma alle imprese?

di Rosa di Gregorio

Su Edilportale le aziende possono esprimere il loro interesse verso le nuove misure fiscali

Vedi Aggiornamento del 02/07/2020
  Commenti 65835
Foto: Pavel Losevsky ©123rf
13/05/2020 - Il rafforzamento dell’ecobonus e del sismabonus al 110% che sarà introdotto dal Decreto Rilancio ha innescato una discussione molto partecipata nella community di Edilportale.

La misura ha suscitato opinioni divergenti ma, essendo contenuta in una bozza di decreto-legge in fase di definizione, è ancora soggetta a modifiche.

Stando all’ultima bozza, per usufruire del superbonus ci sono due possibilità:
- il contribuente usa direttamente il credito di imposta;
- il contribuente trasferisce il credito di imposta all’impresa.

È proprio la definizione di questa seconda opzione che ha animato la discussione. Infatti, qualche giorno fa il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Riccardo Fraccaro, in una intervista al Sole24Ore, parlava dell’utilizzo, con un diverso meccanismo, dello sconto in fattura e della cessione del credito
 

Nel 2019 lo sconto in fattura è stato fortemente criticato dalle imprese e dalle varie associazioni di categoria, reputato discriminatorio e penalizzante, perché agevolava le grandi realtà imprenditoriali a discapito delle piccole e medie imprese che non avevano la capienza sufficiente per praticarlo.
 

Lo sconto in fattura è una misura vigente, seppur con limitate possibilità di utilizzo. Si può optare per lo sconto in fattura relativo all’ecobonus solo per “interventi di ristrutturazione importante di primo livello, eseguiti sulle parti comuni degli edifici condominiali, di importo pari o superiore a 200.000 euro". Per il sismabonus, invece, lo sconto in fattura è stato abrogato.
 

Ma se venisse reintrodotto, con migliorie rispetto alla versione precedente, come sarebbe accolto dalle imprese?

Il maggiore rimborso rispetto all’aliquota anticipata potrebbe essere uno sprono per le imprese?

La possibilità di cedere a sua volta il credito ad una platea di soggetti più ampia, banche comprese, spingerebbe le imprese ad accettare il credito d'imposta?

Se l’obbligo di una sola cessione successiva fosse eliminato renderebbe le imprese meno restie a questa possibilità?
 

 

Forse interrogativi di questo genere hanno spinto un membro della community di Edilportale a lanciare una vera e propria call alle aziende disponibili a praticare lo sconto in fattura in cambio del credito. Edilportale fa sua questa proposta invitando le imprese interessate a manifestare la propria disponibilità nella discussione.

Le imprese e gli artigiani possono iscriversi ad Edilportale non solo per essere costantemente aggiornati su tutto ciò che riguarda il mondo dell’edilizia ma anche per essere presenti gratuitamente in Tecnici e Imprese, pubblicare i propri lavori ed avere così un bigliettino da visita virtuale per i propri clienti.

Cosa ne pensi? La tua opinione e il tuo parere sono importanti, condividili QUI.
 

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Altri commenti
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Lucio

scusate la ripetizione: "futuro aumento della base imponibile"

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Lucio

Secondo me tutto dipenderà dai dettagli, l'idea è geniale. Perché funzioni deve coinvolgere anche le piccole imprese che non sono abbastanza capienti per rilevare i crediti d'imposta e rendere possibile ai committenti/contribuenti di non spendere/anticipare una lira (costo zero). Come? Se l'impresa non è interessata al credito del 110% lo cede alla banca che, in cambio, le eroga il 100% del fatturato in base al piano di avanzamento dei lavori come da capitolato d'appalto. Pensate al boom che avrebbe l'edilizia e la riqualificazione del patrimonio immobiliare se ogni proprietario oggi impossibilitato potesse fare questi lavori senza pagare ne anticipare un euro. l'ideale sarebbe non ci fosse neppure la condizione della prima casa, esattamente come con le detrazioni già in vigore. Funzionasse così in Italia comincerebbe un'età d'oro dell'edilizia come non si ricorda dal dopoguerra , senza consumo di territorio e con impatto positivo stupefacente anche verso l'ambiente. L'uovo di colombo SEMPLICEMENTE GENIALE (lo Stato non anticiperebbe un euro e metterebbe le basi per un futuro aumento della base imponibile futura) , a condizione che si facciano funzionare i dettagli prima descritti. Altrimenti, semplicemente, sarà irrilevante.

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Fabio

x Nicola. il problema principale è che un lavoro come il tuo da 200.000E significa che la ditta anticiperà soldi per materiale, pagherà almeno 4 dipendenti per mesi, con l'incognita di non capire come poi rientrare dei soldi, si parla di cessione del credito di imposta ad istituti di credito, ma in quali termini e tempistiche? il decreto non lo spiega e non mette paletti normativi, se allo stato attuale una qualsiasi ditta con i SAL chiede soldi al cliente ogni mese perchè altrimenti non hai soldi per pagare materiale e dipendenti, come può buttarsi in una incognita da 200.000E? e l'idraulico che di certo non è una ditta da milioni di euro come lo gestisce il credito di imposta di magari 30.000? e i costi di Architetto/Ingegnere/Geometra? che saranno 20.000€ come vengono pagati? se piastrellisti, elettricisti, idraulici hanno i l regime dei minimi e non possono scaricare il credito di imposta o sono già a credito di imposta degli anni precedenti? questo è un decreto fatto da chi non è del settore (strano eh?) che non porterà nulla alla piccola impresa ma anzi la farà sentire ancora più abbandonata dallo Stato, perchè appena passeranno il decreto in TV con la dicitura "sconto in fattura del 110%" non ci sarà un privato che non penserà di ristrutturare casa completamente a Gratis, quando poi non sarà così. Volevi fare un decreto di sviluppo? metti l'iva al 5%, permetti i contratti per manovalanza temporanea immediata e a basso costo così che se una Ditta deve avere un uomo alla Betoniera non lo debba pagare come un operaio e può invece far fare le giornate a disoccupati o giovani in cerca di lavoro (le ASL controllano i cantieri e constaterebbero il non utilizzo in lavori non di mansione), fai scaricare alle ditte il 100% degli oneri per la sicurezza in cantiere, fai scaricare il 50% in 10 anni di tutte le ristrutturazioni e tu Stato copri il 50% con un mutuo agevolato di 10 anni all' 1% annuo, così tutti farebbero lavori da 20.000€ ogni anno spendendo circa 1000€ all'anno per 10 anni. Così invece è più semplice invece ingarbugliare tutto il sistema e far ricadere l'onere di sostenere la ripresa alle P.IvA e lo Stato non ci mette nulla.

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Nicola

ed aggiungo, qui non si parla di chi farebbe comunque i lavori, si tratta di rilanciare un settore ed INVOGLIARE a mettere in sicurezza sismicamente ed a ridurre emissione chi in una situazione normale NON LO FAREBBE (per mancanza di fondi; il mutuo si è già fatto per l'acquisto dell'immobile).

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Nicola

Nicola Non credete che se un provvedimento ben fatto (so che è difficile) stimoli investimenti e ristrutturazioni che altrimenti rimarrebbero ferme ? se si ristrutturano più edifici non si genera maggior lavoro ? Ok non bisogna penalizzare piccole imprese, si possono creare associazioni o consorzi che possono negoziare la "ri-cessione" del credito , magari anche ai loro fornitori o ad istituti di credito. Nel mio caso, con lo sconto in fattura o cessione o qualcosa di analogo , farò ristrutturazione importante (preventivo oltre 200mila euro) che senza lo sconto in fattura non potrei permettermi. Quindi nel mio caso , e non penso di essere l'unico, se il governo re-introdurrà lo sconto (o qualcosa di simile che mi permetta di non dover avere tutta la liquidità subito) creerò lavoro per muratori, idraulici, elettricisti, serramenti, caldaie, etc, etc, che senza queste misure SICURAMENTE non potrò fare quindi niente lavoro x nessuno. Non bisogna fissarsi su status quo o logiche presenti, il mondo cambia ed anche le piccole aziende del settore edilizio (come han fatto quelle industriali) se vogliono sopravvivere devono evolversi con nuovi strumenti legislativi , associativi, organizzativi , etc Senza contare che strumenti come quelli che spero mettano in campo, sarebbero un ottimo incentivo per l'emersione del sommerso con beneficio per tutta la nazione.


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