18/01/2021 - Un
giardino di pertinenza è un valore per la propria abitazione, che sia una casa singola o un appartamento in condominio. Dopo decenni, in cui il
verde è stato visto come un costo, a motivo della gestione e della manutenzione, oggi, invece, inizia a crescere ed affermarsi la consapevolezza che esso sia una
risorsa.
Allo stesso tempo, il verde per poter vivere e mantenere la sua bellezza nel tempo ha bisogno di un’altra preziosa risorsa: l’
acqua, che viene distribuita attraverso l’
irrigazione.
Un
progetto di un buon giardino o area a verde condominiale, non può prescindere dalla stretta relazione che c’è tra componente vegetazionale e fabbisogno idrico. Ma, se l’irrigazione è fondamentale a preservare la bellezza del giardino e non vanificare l’investimento iniziale, nulla vieta di optare per soluzioni ecosostenibili volte al
risparmio idrico, come il
recupero delle acque meteoriche.
Recuperare l’acqua piovana significa: in primo luogo, evitare sprechi idrici legati all’impiego di acqua potabile; in secondo luogo, avere a disposizione “acqua di qualità” priva di cloro, di carbonati, cioè calcare e di altri metalli. Inoltre, si alleggerisce la rete di smaltimento fognario, aumentando l’efficienza dei sistemi di depurazione.
L’acqua piovana recuperata è una
preziosa riserva idrica per i periodi di siccità come l’estate; oltre all’irrigazione potrebbe essere destinata ad
altri usi domestici che non necessitano di acqua potabile, come: pulizie, scarico wc, lavatrice, ecc.
Foto: sistema di recupero acqua piovana ©CORDIVARI
Recupero acque meteoriche, come avviene
Un impianto di recupero dell’acqua piovana è un sistema che:
- immagazzina l'acqua piovana che può essere utilizzata quando e dove serve;
- è indipendente rispetto a quello di distribuzione dell'acqua potabile.
Il processo di funzionamento di
un sistema di recupero delle acque meteoriche può essere così sintetizzato:
- raccolta dell'acqua proveniente dalla copertura attraverso i
pluviali, di tipo tradizionali o
sifonici;
- filtrazione dell'acqua dalla sporcizia per mezzo di
filtri, di tipo anti-foglia o autopulenti o non autopulenti e ubicati a monte del serbatoio ;
- conservazione in
serbatoi di accumulo, da interro o fuori terra, in grado di resistere agli sbalzi termici, alla corrosione e all’ossidazione;
- prelievo dell’acqua con
pompe, sommerse o esterne, per convogliarla all’utenza finale: irrigazione o uso domestico.
A questi componenti base si può prevedere di aggiungere:
- un
sistema di smaltimento dell’acqua piovana in eccesso automatico, che convoglia l’eccedenza direttamente nello scarico della fognatura o in un sistema drenante;
- una
centralina di comando.
Foto: Impianto Recupero Acque Piovane RIUSA PLUS©Redi
Recupero acque meteoriche, normativa e agevolazioni
Un sistema di trattamento per il recupero e riutilizzo delle acque meteoriche può essere realizzato a servizio di una singola abitazione o di complessi residenziali formati anche da più palazzine.
Per quanto riguarda le
nuove costruzioni la normativa di riferimento è il Dlgs 152/2006 aggiornato al Dlgs 128/2010.
La finanziaria 2008 - legge 244/2007, articolo 1, comma 288 - ha disposto che dal 2009
il rilascio del permesso di costruire sia subordinato, oltre che alla certificazione energetica dell’edificio, anche alle
caratteristiche strutturali dell’immobile
finalizzate al risparmio idrico e al reimpiego delle acque meteoriche. Inoltre, alcune regioni hanno legiferato in modo ancor più preciso.
Un intervento di realizzazione di sistema di recupero dell’acqua piovana è incentivato dal
bonus verde: la detrazione fiscale per la sistemazione a verde introdotta con l’obiettivo di incentivare la riqualificazione di giardini e parti comuni per migliorare la qualità degli ambienti urbani.
A livello progettuale, in Italia non sono ancora state emanate norme UNI specifiche per la progettazione, realizzazione, manutenzione e conduzione degli impianti di raccolta e recupero acqua piovana. L’unica norma specifica che oggi esiste è la norma tedesca DIN 1989-1-2-3-4 (Rainwater harvesting systems).