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Caro materiali, le gare saranno bandite solo sulla base dei prezzari aggiornati

di Paola Mammarella

Nuovi prezzari regionali entro il 31 luglio e, in attesa dell’allineamento, aumento immediato del 20%. Le novità della bozza del Decreto ‘Aiuti’

Vedi Aggiornamento del 18/05/2022
Foto: ruhmal©123RF.com
06/05/2022 - Per contrastare il fenomeno delle gare deserte, perché bandite sulla base di prezzi non rispondenti alla realtà, i nuovi appalti dovranno avere come riferimento solo i prezzari aggiornati.
 
La novità è contenuta nella bozza del Decreto “Aiuti”, esaminata ieri, in seconda battuta dopo la prima discussione di lunedì 2 maggio, dal Consiglio dei Ministri.
 

Caro materiali, prezzari aggiornati obbligatori

Già nella prima versione del Decreto “Aiuti”, è stato previsto un meccanismo di revisione dei prezzari, che è stato confermato dal CdM. Ciò che è cambiato, sulla base della bozza aggiornata, è l’obbligo di utilizzare i prezzari aggiornati nelle gare che saranno bandite dopo l’entrata in vigore del Decreto “Aiuti”.
 
Un obbligo che viene messo nero su bianco, senza lasciare spazio ad interpretazioni diverse. La formulazione contenuta nella prima versione della bozza avrebbe potuto far intendere che l’utilizzo dei nuovi prezzari fosse facoltativo.
 
Le nuove regole si applicheranno inoltre, come già previsto dalla prima bozza del Decreto “Aiuti”, agli stati di avanzamento dei lavori, relativi a interventi eseguiti e contabilizzati nel 2022, nell’ambito dei contratti aggiudicati sulla base di offerte con termine finale di presentazione entro il 31 dicembre 2021.
 


Caro materiali, il meccanismo di revisione dei prezzari

Le Regioni, in deroga alle norme che prevedono l’aggiornamento annuale dei prezzari, entro il 31 luglio 2022, e limitatamente all’anno 2022, provvederanno ad un aggiornamento straordinario dei prezzari in vigore. Questi prezzari cesseranno di avere validità il 31 dicembre 2022 e potranno essere utilizzati, in via transitoria, per i progetti a base di gara approvati entro il 31 marzo 2023.
 
Nell’attesa che tali prezzari siano approvati, le Stazioni Appaltanti determineranno il costo dei prodotti, delle attrezzature e delle lavorazioni incrementando fino al 20% le risultanze dei prezzari regionali.
 
Un’altra novità, introdotta dall’ultima versione della bozza, riguarda il caso in cui la variazione del prezzo dei prodotti sia superiore al 20%. La prima versione contemplava solo il caso in cui la variazione reale fosse inferiore al 20%.  
 
Nel caso in cui la variazione del prezzo sia inferiore o superiore al 20%, le Stazioni Appaltanti procedono al conguaglio degli importi riconosciuti in occasione del pagamento degli stati di avanzamento dei lavori.
 
Le imprese colpite dall’incremento dei prezzi otterranno una compensazione pari al 90% dell’eccedenza.
 

Caro materiali, in arrivo 10 miliardi di euro

Per contrastare i rincari, spiega il Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili (Mims) in una nota, saranno messi a disposizione 9,5 miliardi di euro sia per le compensazioni, sia per le nuove gare, a cui possono accedere le stazioni appaltanti che non dispongono di risorse proprie sufficienti a compensare le imprese sulla base dei prezzari rivisti.
 
Nel complesso sono stanziati 3 miliardi di euro per l’anno in corso, 2,55 miliardi per il 2023 e 1,5 miliardi per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026.
 

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