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AMBIENTE

Terremoto, Renzo Piano: ‘serve un cantiere lungo due generazioni’

di Paola Mammarella
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Proposti il ‘cantiere leggero’ e i ‘Casa Bonus’ per l’adeguamento antisismico nel rispetto di centri storici e comunità locali

Vedi Aggiornamento del 23/02/2017
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30/08/2016 – Un "cantiere lungo due generazioni" per la ricostruzione e la messa in sicurezza di tutta la dorsale appenninica. Si tratta di un “cantiere leggero” per la ricostruzione, senza allontanare i terremotati dai luoghi in cui hanno vissuto, cui si potrebbero aggiungere i “Casa Bonus” che, sulla scia di quanto fatto per l’efficienza energetica, incentivino la messa in sicurezza degli edifici.
 
Le proposte, lanciate dall’architetto e senatore a vita Renzo Piano, sono piaciute molto al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che è volato a Genova per confrontarsi con Piano sul post sisma.
 
Il confronto non ha riguardato solo il progetto “Casa Italia”, lanciato dal Governo nell’ultimo Consiglio dei Ministri, ma un programma di messa in sicurezza del territorio a trecentosessanta gradi, basato anche su aiuti internazionali.
 

Cantiere leggero e Casa Italia per la ricostruzione

“Superata la prima fase – ha dichiarato Renzo Piano dopo il terremoto in una intervista al Corriere della Sera -  si devono prevedere abitazioni montate nella zona sismica, strutture temporanee, non definitive. Si possono fare in poco tempo case di legno, a 600 euro al metro quadrato. Come a Onna, in Abruzzo. Finita la ricostruzione si ricicla tutto: il terreno occupato poi torna a essere campo di grano o pascolo”.
 
“I tempi del cantiere leggero sono più lunghi, questa è un’operazione sottile, quasi omeopatica. Un rammendo, che si avvicina al mio impegno di senatore sulle periferie. Sicurezza, terremoto, dissesto idrogeologico si portano dietro un’idea di fondo comune: quello di ricucire senza distruggere, la leggerezza come dimensione tecnica e umana”.

“Serve un cantiere lungo due generazioni - ha dichiarato Renzo Piano a La Repubblica – e con un respiro internazionale, contributi dal mondo intero perché la straordinaria bellezza dell'Italia non appartiene solo a noi, è un patrimonio dell'umanità”. ”Parliamo – ha specificato - di un intervento progettato su 50 anni e su due generazioni in tutta la dorsale degli Appennini, la spina dorsale dell'Italia da Nord a Sud". " L'uso della diagnostica - un termine preso proprio dalla medicina - ci consente di risparmiare e al tempo stesso raggiungere la massima efficacia, senza infierire crudelmente sugli abitanti".
 
L’idea di fondo è quella di “ricostruire tutto dov’era e com’era, preservando i centri storici, rispettando l'attaccamento alle case antiche, quel fortissimo rapporto affettivo che fa parte della nostra storia, della nostra natura umana, della nostra identi” e non ripetere l’esperienza delle New Town. Strategia subito scartata anche dal Governo a favore di un sistema che consenta il rispetto dell’identità e della storia dei luoghi.
 
Resta ora da capire se, visti gli obiettivi comuni, il team di Renzo Piano parteciperà in qualche modo al programma di ricostruzione e messa in sicurezza “Casa Italia”.
 
Il programma di ricostruzione può inolre contare, ha ricordato il Ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, sui cento ingegneri messi a disposizione dopo il terremoto dell’Aquila. “Hanno acquisito un’esperienza notevole” ha sottolineato il Ministro parlando alla Festa dell'Unità a Catania.
 

Casa Bonus e messa in sicurezza del territorio

Gli effetti devastanti del terremoto hanno fatto tornare attuale ed urgente una verità risaputa: è necessario fare prevenzione non solo per l’antisismica, ma anche contro il dissesto idrogeologico.
 
Oltre alle iniziative pubbliche, secondo Renzo Piano è fondamentale incentivare i giovani che ricevono in eredità una casa a metterla in sicurezza. “C’erano gli Ecobonus? Si facciano i Casabonus”, ha proposto Piano.
 
Anche su questo argomento il Governo si è trovato in sintonia  con le problematiche sollevate. Il Ministro Delrio da Catania ha annunciato il potenziamento degli incentivi esistenti (Ecobonus 65%) per la messa in sicurezza antisismica degli edifici. Al momento l'Ecobonus è utilizzabile per l'adeguamento degli immobili destinati a prima casa o ad attività produttive e situati nelle zone 1 e 2 ex opcm 3274/2003.
 
Sia per l’antisismica che per il rischio idrogeologico l’imperativo è uno: non aspettare e far rispettare le leggi perché, sostiene Renzo Piano, “abbiamo le imprese e le competenze per poterlo fare”.

 
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