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AMBIENTE

Casa Italia, Renzi: ‘una scommessa non per i prossimi mesi ma per i prossimi anni’

di Paola Mammarella

Oggi la prima riunione del nuovo dipartimento guidato da Giovanni Azzone, che si occuperà di prevenzione sismica, dissesto idrogeologico, beni culturali, scuole e periferie

Vedi Aggiornamento del 13/09/2018
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06/09/2016 - Sono in corso a Palazzo Chigi le consultazioni tra Governo ed Enti locali, rappresentanti del mondo delle professioni, dell’Università e della ricerca, esponenti delle associazioni di categoria industriali e sindacati. All’ordine del giorno la definizione del progetto “Casa Italia” e la creazione di un Dipartimento per la prevenzione che sarà coordinato dal rettore del Politecnico di Milano, Giovanni Azzone, per guidare il Paese dalla cultura dell’emergenza ad un piano organico di prevenzione e messa in sicurezza.

"Siamo qui per chiedervi di partecipare con le vostre valutazioni, ruolo e contributo tecnico, per un lavoro che io credo debba andare avanti almeno per un decennio senza che su questo si giochi alcuna battaglia politica" ha dichiarato in apertura il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Tutto per "immaginare una scommessa non per i prossimi mesi ma per i prossimi anni, un lavoro che non deve dare risultati domattina ma che rappresenti un'opera di vera prevenzione e serietà". 
 

Casa Italia, Comuni, Province e Regioni condividono gli obiettivi

Al termine della prima consultazione, Comuni e Province hanno mostrato piena condivisione degli obiettivi di Casa Italia, che per Piero Fassino, presidente dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) rappresenta “un salto di qualità”. Fassino ha illustrato in breve le prime proposte sottoposte al Governo: consentire ai Comuni di intervenire su proprio patrimonio edilizio pubblico scomputando le risorse investite dai saldi di bilancio, incentivi ai privati, sblocco delle assunzioni nei comuni per creare le strutture tecniche e amministrative necessarie a coordinare gli interventi, creazione di una banca dati aggiornata con le condizioni degli edifici e i lavori necessari.
 
Il vicepresidente dell’Unione delle province italiane (Upi), Giuseppe Rinaldi, ha sottolineato la mancanza di risorse da destinare alle manutenzioni.
 
Ha suggerito una armonizzazione normativa Antonio Bartolini, rappresentante della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e Province Autonome. Dal momento che l’antisismica rientra tra le materie concorrenti, su cui intervengono sia lo Stato sia le Regioni, Bartolini ha proposto un accordo preventivo sulle regole in modo da creare regole certe, evitare contenziosi e velocizzare le procedure.
 

Casa Italia, il contributo di professionisti e Università

I lavori sono proseguiti con i rappresentanti del mondo della ricerca e delle professionisti (Istituto Nazionale di Urbanistica, Consiglio Nazionale degli Architetti, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, Consiglio Nazionale dei Geologi, Società Geologica Italiana, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, CNR, ENEA, ISPRA, CRUI, Conferenza Nazionale dei Presidenti e dei Direttori delle Strutture Universitarie di Scienze e Tecnologie, Conferenza Presidi delle Facoltà di Architettura, Conferenza Presidi delle Facoltà di Ingegneria, Ricerca sul Sistema Energetico (RSE). Il rettore del Polimi e project manager di Casa Italia, Giovanni Azzone, curerà l’analisi dei singoli contributi e le relazioni di scambio con gli enti.
 

Casa Italia e sindacati

Si è svolto l’incontro con associazioni di categoria e sindacati (Confindustria, Ance, Confapi, Confedilizia, Assoimmobiliare, Alleanza Cooperative Italiane, Rete Imprese Italia, CGIL, CISL, UIL, UGL). Tutte le sigle riunite si sono mostrate disponibili a collaborare ad un progetto che vada oltre la vita di un Governo.
 

Casa Italia e il Dipartimento per la prevenzione

Da Azzone intanto è arrivato ieri il primo chiarimento: “Casa Italia non ha nulla a che fare con la ricostruzione post sisma. Per quello ci sono delle competenze già al lavoro”.
 
“L’obiettivo – ha spiegato – è creare un dipartimento presso la presidenza del Consiglio che si occupi di fare prevenzione sul territorio italiano ed evitare che altri terremoti si rivelino tragedie come quella di Amatrice”.
 
Per raggiungerlo, Azzone ha spiegato la strategia del piano casa Italia: “mettere a sistema i diversi interventi in tema di prevenzione su temi, diciamo più hard, come il rischio sismico e più soft come, ad esempio, quello delle periferie”. “A oggi – ha sottolineato - ci sono tutta una serie di normative e finanziamenti ma non sempre intervengono in modo integrato”. Per iniziare, il piano Casa Italia potrà contare su circa 12 miliardi di euro. Come dichiarato da Azzone nei giorni scorsi in una intervista al Sole24Ore, si partirà dalle risorse già stanziate per dissesto idrogeologico (5 miliardi), scuole (5 miliardi), cultura (un miliardo) e periferie (700 milioni).
 
Oggi il primo incontro per impostare il lavoro e iniziare ad ascoltare tutti coloro che sui temi della prevenzione operano e hanno operato. “Consulteremo tutti – ha assicurato il project manager - dalla conferenza dei rettori ai sindacati al Cnr, alla conferenza dei presidi delle facoltà di ingegneria per evitare di scoprire l'acqua calda”.
 
All’inizio, ha annunciato Azzone, “il progetto Casa Italia avrà una struttura snella, diciamo che sarà una sorta di start up, in 12-18 mesi l'idea poi è quella di creare un dipartimento prevenzione presso la presidenza del Consiglio”.
 

Casa Italia, approccio integrato

“Dopo questo primo giro di tavolo si farà un piano di lavoro – ha dichiarato Azzone - sicuramente ci sarà una interlocuzione con Renzo Piano perché una delle cose che attraversa tutti i temi su cui interverremo è la qualità dell'abitare. Dobbiamo fare in modo che gli interventi siano il meno possibile invasivi sulla vita delle persone. E su questo il contributo di idee di Renzo Piano è fondamentale”.
 
“Non possiamo agire subito su tutto perché rischieremo di girare a vuoto – ha spiegato - Abbiamo individuato una prima fase, circoscritta a cinque temi: prevenzione sismica, dissesto idrogeologico, beni culturali, edilizia scolastica e periferie, dove ci sono programmi in corso”.
 
“L'esigenza è chiara, ma il progetto non c'è ancora, evidentemente. Va costruito” ha aggiunto. “Posso dire – ha concluso - quali sono gli obiettivi e quello che stiamo cercando di costruire: fare in modo che, se per esempio ho un problema di rischio sismico o idrogeologico che può toccare una scuola, questo problema può essere toccato da tutti e tre gli interventi. L'obiettivo è fare in modo che questi diversi progetti interagiscono tra di loro”.
 

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