03/06/2024 - Modifiche ai requisiti per l’abitabilità, come l’altezza dei soffitti o la superficie minima, per incrementare gli immobili da poter destinare ad abitazione.
Sono i contenuti degli emendamenti che potrebbero essere presentati dalla Lega per ampliare la portata del
Decreto Salva Casa (
DL 69/2024) in fase di conversione in legge, annunciati nei giorni scorsi dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.
“Tanti studenti già oggi vivono in case da 20 metri quadri - ha detto il Ministro -. Dal mio punto di vista
va superato il regolamento di igiene degli anni ‘70 che limita la superficie di abitabilità e l'altezza minima dei soffitti”.
Ad oggi, le prescrizioni igienico-sanitarie vigenti sono quelle del
DM 5 luglio 1975 che definisce i requisiti minimi architettonici affinchè uno spazio sia abitabile: superfici abitabili minime, altezza minima, luce e rapporti aperture finestre, presenza di impianto di riscaldamento.
La superficie abitabile minima per abitante è fissata a 14 mq per i primi 4 abitanti e a 10 mq per ciascuno dei successivi. Le stanze da letto devono avere una superficie minima di 9 mq se per una persona e di 14 mq se per due persone. Ogni alloggio deve essere dotato di una stanza di soggiorno di almeno 14 mq. Per i monolocali, la
superficie minima è pari a 28 mq.
Quanto alle altezze, per essere abitabile, una casa deve avere
un’altezza minima di 2,70 mt (2,40 mt. per corridoi, disimpegni, bagni e ripostigli).
Altezza minima abitabilità potrebbe essere ridotta
Ridurre le superfici minime consentirebbe di immettere nel mercato delle abitazioni
immobili molto piccoli ma che sono interessanti per molte categorie di clienti, soprattutto nelle città con maggiore domanda. Invece, abbassare le altezze minime per l’abitabilità renderebbe abitabili locali come, per esempio,
sottotetti e seminterrati.
In una intervista a Radio Anch’Io, il Ministro Salvini ha citato proprio i seminterrati: “non è previsto dal testo” consentirla “ma il Parlamento è sovrano”. Quindi è un tema che sarà posto all’attenzione delle Camere.
Tra le altre cose, il Ministro Salvini ha detto che il Decreto Salva Casa “è solo l’inizio di un percorso” e che, dopo l’edilizia privata, si passerà all’edilizia pubblica, popolare e sociale.
In effetti il suo incarico da Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti era iniziato con
l’annuncio di un Piano Casa basato su interventi di housing sociale con partnership pubblico-private, mixitè sociale, recupero del patrimonio ERP, alloggi privati invenduti da destinare all’edilizia sociale, incentivi fiscali ad hoc.
Un Piano Casa che sarebbe andato
in parallelo con la riscrittura complessiva del TUE (Testo Unico dell’Edilizia DPR 380/2001).
Quello a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi è stato, invece, lo stand-by del Piano Casa e della riforma del Testo Unico dell’Edilizia a favore della accelerazione della modifica soltanto di alcuni articoli del TUE, attuata con la decretazione d’urgenza.